Il Partito democratico di Perugia ha espresso piena solidarietà alla consigliera comunale PD Francesca Pasquino, dopo la campagna di insulti, offese e minacce ricevuta online in seguito a un intervento sui social dedicato al Ddl Sicurezza. La vicenda si è sviluppata a Perugia nelle ultime ore, dopo le critiche espresse dalla consigliera sul provvedimento legislativo e ha portato il gruppo politico a denunciare un clima di aggressività ritenuto incompatibile con il confronto democratico.
Il Pd perugino ha definito quanto accaduto una situazione “inaccettabile”, sottolineando che il dissenso politico non può trasformarsi in odio personale, violenza verbale o intimidazione nei confronti di chi ricopre un incarico istituzionale. Secondo il partito, gli attacchi rivolti a Pasquino non riguarderebbero soltanto la figura della consigliera comunale, ma rappresenterebbero un problema più ampio legato al rispetto delle regole del dibattito pubblico.
Al centro della polemica c’è un post pubblicato dalla consigliera Francesca Pasquino, nel quale aveva espresso forti critiche nei confronti del Ddl Sicurezza, soffermandosi in particolare sulle misure riguardanti i minori e le limitazioni alla libertà di aggregazione. Nel suo intervento aveva scritto: “Fermo preventivo a 14 anni e divieti di aggregazione senza un giudice. È questo il nuovo DDL Sicurezza”.
Nel messaggio diffuso sui social, la consigliera aveva contestato l’approccio del provvedimento, sostenendo che il contrasto ai cosiddetti “maranza” potesse comportare il rischio di introdurre strumenti ritenuti troppo rigidi nei confronti dei giovani. Pasquino aveva inoltre evidenziato la necessità, a suo giudizio, di investire maggiormente in scuola, servizi sociali e quartieri, invece di puntare esclusivamente su misure di carattere repressivo.
La posizione della consigliera ha generato numerose reazioni online, alcune delle quali, secondo il Partito democratico di Perugia, sarebbero sfociate in insulti, minacce e attacchi personali, con una componente definita anche sessista. Il partito ha condannato tali espressioni, chiedendo che episodi di questo tipo vengano contrastati da tutte le istituzioni e dalle forze politiche, indipendentemente dalle appartenenze.
In una nota ufficiale il Pd di Perugia ha ribadito la propria vicinanza alla consigliera comunale, affermando che “non esiste alcuna giustificazione per chi sceglie l’insulto, la minaccia o la denigrazione come strumento di dialettica civile e politica”. Il partito ha inoltre richiamato i valori del rispetto della persona, della dignità individuale e della democrazia come elementi fondamentali del confronto istituzionale.
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