La Polizia di Stato di Perugia ha denunciato tre persone per una truffa alle colonnine di ricarica per auto elettriche. Gli indagati, di 34, 35 e 59 anni, sono ritenuti responsabili di aver utilizzato un sistema fraudolento per effettuare ricariche gratuite, causando un danno economico superiore ai 10 mila euro.
L’indagine è stata condotta dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Perugia, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, dopo la denuncia presentata da Enel X S.r.l.
La società aveva ricevuto numerose segnalazioni da parte di clienti che contestavano addebiti relativi a operazioni di ricarica effettuate presso le colonnine pubbliche ma mai autorizzate.
Il sistema utilizzato per ottenere ricariche gratuite
Gli accertamenti hanno portato alla luce un nuovo metodo di frode informatica basato sull’utilizzo di dispositivi elettronici per la clonazione e l’emulazione dei segnali radio.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, i soggetti coinvolti avrebbero intercettato e riprodotto il codice identificativo UID delle tessere RFID e dei badge utilizzati dai clienti autorizzati.
Attraverso questi strumenti, gestiti anche tramite smartphone, gli indagati avrebbero potuto avvicinarsi alle colonnine pubbliche e utilizzare i dati clonati per avviare le ricariche senza sostenere i relativi costi.
Perquisizioni e dispositivi sequestrati
Dopo aver raccolto gli elementi ritenuti utili alle indagini, la Procura ha emesso tre decreti di perquisizione nei confronti degli indagati.
Le operazioni sono state eseguite dagli agenti del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Perugia e hanno confermato, secondo gli investigatori, le ipotesi iniziali.
Durante le perquisizioni sono stati trovati dispositivi elettronici e software di gestione installati sugli smartphone, ritenuti collegati al sistema utilizzato per la frode.
Gli investigatori hanno inoltre acquisito materiale informatico considerato utile per il proseguimento dell’attività investigativa, tuttora in corso.
L’allarme sulle frodi informatiche
L’operazione conferma l’impegno della Polizia Postale nel contrasto ai reati informatici, con particolare attenzione ai nuovi sistemi utilizzati per colpire servizi digitali e infrastrutture tecnologiche.
Le autorità sottolineano l’importanza di segnalare tempestivamente eventuali anomalie o addebiti non riconosciuti, così da consentire interventi rapidi e mirati.
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