È stato assolto perché incapace di intendere e di volere il giovane che nel novembre 2024 uccise a Foligno Salvatore Postiglione, 58 anni, con numerose coltellate.
La decisione è arrivata dal collegio del tribunale dei minori di Perugia, presieduto da Arcella, unica togata del collegio. Il ragazzo, nel frattempo diventato maggiorenne, era accusato dell’omicidio del padre di due figli, che lavorava come capomastro nell’impresa edile dove il giovane aveva prestato attività per alcuni mesi.
Il tribunale ha inoltre escluso l’aggravante della premeditazione, contestata inizialmente dalla Procura dei minori di Perugia.
La Procura aveva chiesto l’assoluzione
Durante il processo, il sostituto procuratore Clara De Cecilia ha chiesto l’assoluzione del 18enne sulla base delle conclusioni emerse dalla consulenza psichiatrica disposta dal tribunale.
Gli accertamenti hanno evidenziato una condizione di incapacità di intendere e di volere al momento dei fatti, elemento che ha portato alla decisione di non procedere con una condanna penale.
La consulenza ha però rilevato anche la presenza di elementi di pericolosità sociale, un aspetto che ha portato il tribunale ad adottare una misura di sicurezza.
Sei anni in comunità dopo l’Istituto penale minorile
Il tribunale ha stabilito che il giovane potrà lasciare l’Istituto penale minorile di Firenze, dove si trovava, ma dovrà essere trasferito in una comunità individuata nel territorio di Bastia Umbra.
La permanenza nella struttura è stata stabilita per una durata di sei anni, con l’obiettivo di proseguire il percorso di recupero e ridurre gli elementi di pericolosità sociale evidenziati dagli esperti.
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