Le acque dei laghi Trasimeno e Piediluco superano i monitoraggi microbiologici 2026 della Goletta dei laghi di Legambiente, con sette campioni risultati entro i limiti di legge su otto analizzati complessivamente. L’unico punto critico riguarda la foce del torrente Paganico a Castiglione del Lago, dove è stato rilevato un campione classificato come inquinato. I dati sono stati presentati a Perugia durante una conferenza stampa dedicata alla campagna nazionale per la tutela dei bacini lacustri italiani e al primo Bilancio idrico regionale realizzato dall’Università degli Studi di Perugia.
La tappa umbra della Goletta dei laghi, iniziativa storica di Legambiente dedicata al controllo della qualità delle acque dei laghi italiani, ha restituito un quadro complessivamente positivo per i principali bacini regionali. Sul Lago Trasimeno, infatti, sono stati effettuati cinque campionamenti: quattro hanno dato esito regolare, mentre uno solo ha evidenziato valori oltre i limiti previsti dalla normativa.
Il punto risultato non conforme è quello relativo alla foce del torrente Paganico, nel territorio comunale di Castiglione del Lago. Gli altri punti monitorati sul Trasimeno hanno invece superato i controlli.
Sono stati giudicati entro i parametri di legge il torrente Anguillara a Castiglione del Lago, la foce del fosso Macerone a Tuoro sul Trasimeno, il canale di scarico del depuratore Tuoro-Passignano e la foce del canale proveniente da Tuoro in località Punta Navaccia, sempre nel comune di Tuoro sul Trasimeno.
Risultati positivi anche per il Lago di Piediluco, dove tutti e tre i punti sottoposti ad analisi microbiologica sono risultati regolari. I campioni controllati riguardavano la foce del rio Medio Nera, il punto presso Armeno Armeni e la foce del rio Fuscello.
Nel corso della presentazione dei dati è stato illustrato anche il primo Bilancio idrico regionale, elaborato dall’Università degli Studi di Perugia nell’ambito del progetto europeo “Gov4Water”. Lo studio rappresenta un nuovo strumento di analisi per il territorio umbro e punta a fotografare la disponibilità delle risorse idriche e il rapporto con i consumi effettivi.
A presentare il lavoro sono stati Renato Morbidelli e Alessia Flammini, che hanno illustrato un’analisi dedicata ai flussi d’acqua disponibili, alle esigenze dei diversi settori e alle prospettive future legate alla gestione della risorsa.
Dal rapporto emerge anche una situazione di particolare attenzione per il Lago Trasimeno, inserito dal nuovo report di Legambiente “Laghi sotto pressione” tra i bacini lacustri italiani maggiormente esposti alle conseguenze dei cambiamenti climatici e delle variazioni nella disponibilità idrica.
Secondo lo studio, nel corso del 2025 il livello del lago si è abbassato di circa 160 centimetri rispetto allo zero idrometrico, con conseguenze anche sulla navigazione dei battelli. Nello stesso anno, inoltre, la temperatura superficiale media delle acque sarebbe risultata superiore di 0,79 gradi rispetto alla media del periodo 1995-2020.
I dati evidenziano quindi una situazione articolata: da una parte la qualità microbiologica delle acque controllate risulta generalmente positiva, con la quasi totalità dei punti monitorati entro i limiti normativi; dall’altra rimangono le criticità legate alla disponibilità idrica, al cambiamento climatico e alla gestione sostenibile dei bacini lacustri.
La campagna Goletta dei laghi 2026 conferma così il ruolo del monitoraggio ambientale come strumento per verificare lo stato di salute degli ecosistemi acquatici e individuare eventuali problematiche legate all’inquinamento o alle trasformazioni del territorio.
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