San Sisto, arrestato a Berlino ed estradato in Italia un 28enne accusato di tentato omicidio

Un 28enne tunisino è stato arrestato in Germania ed estradato in Italia: la Procura di Perugia lo accusa del tentato omicidio di un connazionale a San Sisto.

È stato arrestato a Berlino ed estradato in Italia, Sabri Frchichi, cittadino tunisino di 28 anni, ritenuto responsabile del tentato omicidio di un connazionale avvenuto a San Sisto, Perugia. L’uomo è rientrato in Italia con la scorta dell’Interpol, a bordo di un volo EasyJet atterrato a Roma Fiumicino, dopo essere stato raggiunto da un mandato di arresto europeo.

Martedì mattina Frchichi, assistito dall’avvocata Gloria Volpi, è stato interrogato in carcere. Attualmente si trova detenuto nella struttura di Capanne.

L’accusa della Procura di Perugia

Secondo la ricostruzione della Procura della Repubblica di Perugia, guidata dal pubblico ministero Annamaria Greco, Frchichi avrebbe agito insieme ad altri due connazionali, Jebari Haithem e Rahem Aymen.

Agli indagati viene contestato di aver compiuto “atti diretti in modo inequivocabile a causare la morte di Fares Majri”.

L’inseguimento e l’aggressione a San Sisto

Gli atti dell’inchiesta ricostruiscono un episodio avvenuto nella zona di San Sisto, con un inseguimento iniziato a bordo di una Fiat Punto ai danni di Majri e del fratello.

La fuga sarebbe terminata nel parcheggio davanti al supermercato Conad di via Tommaso Albinoni, dove si sarebbe consumata l’aggressione.

Secondo l’accusa, la vittima sarebbe scesa armata dall’Alfa Romeo Mito sulla quale viaggiava e sarebbe stata investita dal mezzo utilizzato dagli aggressori.

Le ferite riportate dalla vittima

Dopo essere caduto a terra, Majri sarebbe stato colpito ripetutamente con armi da taglio di grandi dimensioni. Le lesioni riportate, secondo quanto ricostruito negli atti, comprendevano una profonda ferita alla testa fino alle ossa craniche, gravi danni alla mano sinistra con il coinvolgimento dei tendini e l’amputazione parziale di due dita, oltre a ferite alle gambe provocate da arma da punta.

La Procura sostiene che i colpi sarebbero stati inferti in zone del corpo vicine a strutture vitali e che avrebbero potuto causare conseguenze mortali.

L’intervento dei cittadini

Secondo l’ipotesi accusatoria, l’esito più grave sarebbe stato evitato non per una scelta degli aggressori, ma perché l’azione violenta sarebbe stata interrotta dalle grida di alcuni cittadini presenti sul posto.

Le persone che hanno assistito alla scena avrebbero richiesto l’intervento immediato delle forze dell’ordine, contribuendo alla conclusione dell’aggressione.

L’indagine prosegue

Con l’estradizione di Frchichi in Italia si completa un passaggio importante dell’indagine. L’uomo resta a disposizione dell’autorità giudiziaria mentre prosegue il procedimento relativo ai fatti contestati.

Redazione

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