La vicenda giudiziaria relativa alla presunta violenza sessuale di gruppo avvenuta a Gubbio entra nella fase del giudizio abbreviato. I tre imputati coinvolti nell’inchiesta della Procura di Perugia hanno infatti richiesto e ottenuto di essere processati con rito abbreviato nel corso dell’udienza preliminare tenutasi davanti alla gup Valeria Casciello. Il procedimento riguarda anche l’accusa di tentata rapina ai danni dell’amico della giovane vittima, intervenuto durante i fatti contestati. Ne riferisce Umbria 24.
I tre imputati – due fratelli originari di Nardò, di 37 e 44 anni, e un uomo di 37 anni residente a Gualdo Tadino e di professione cuoco – sono comparsi questa mattina in aula insieme al pubblico ministero Laura Reale. Al termine della richiesta avanzata dalle difese, il giudice ha accolto la richiesta di rito abbreviato, che prevede lo svolgimento del processo allo stato degli atti.
Secondo la ricostruzione contenuta negli atti della Procura, i fatti sarebbero avvenuti nella notte tra il 4 e il 5 settembre in piazza Quaranta Martiri a Gubbio. La giovane vittima sarebbe stata aggredita fisicamente, spinta contro un’auto e sottoposta a presunte condotte di violenza, tra cui baci forzati e palpeggiamenti. Nell’ipotesi accusatoria, per superare la sua resistenza, la donna sarebbe stata colpita e privata della possibilità di chiedere aiuto.
Nel medesimo contesto, i tre imputati sono accusati anche di aver tentato una rapina ai danni dell’amico della ragazza, intervenuto nel tentativo di difenderla. Il giovane sarebbe stato aggredito con calci e pugni anche mentre si trovava a terra e successivamente minacciato per allontanarsi dalla scena. L’azione contestata si sarebbe interrotta solo con l’arrivo di altre persone presenti in zona.
Entrambi i giovani coinvolti si sono costituiti parte civile nel procedimento, assistiti dagli avvocati Francesca Pieri e Luigi Santioni, e hanno avanzato una richiesta di risarcimento complessivo pari a 70mila euro: 50mila per la donna e 20mila per l’uomo.
Sul fronte delle misure cautelari, uno dei due fratelli è attualmente agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, disposizione arrivata dopo il ricorso al Tribunale del Riesame. Gli altri due imputati si trovano invece in custodia cautelare in carcere. Le difese, rappresentate dagli avvocati Ubaldo Minelli e Chiara Brunori, hanno presentato istanza per la revoca della misura detentiva e la sostituzione con gli arresti domiciliari, eventualmente da scontare tra l’Umbria e la Puglia.
La giudice si è riservata la decisione sulle richieste cautelari, che dovrà essere depositata entro cinque giorni. Il procedimento riprenderà il 9 settembre, data fissata per i successivi sviluppi del rito abbreviato.
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