’Università degli Studi di Perugia ha approvato il nuovo regolamento per le carriere alias, ampliando l’accesso allo strumento a tutta la comunità accademica. Il via libera è arrivato nella seduta del Senato accademico del 25 giugno, che ha deliberato all’unanimità la nuova disciplina, considerata un passaggio rilevante sul piano dell’inclusione e della tutela dell’identità personale all’interno dell’ateneo.
Il nuovo regolamento introduce una modifica significativa rispetto alla normativa precedente: la possibilità di attivare la carriera alias non sarà più riservata ai soli studenti, ma verrà estesa anche a dottorandi, ricercatori e personale universitario, previo colloquio. Un elemento centrale della riforma è l’assenza dell’obbligo di presentare certificazioni mediche, psicologiche o giuridiche, requisito che viene eliminato per favorire un accesso più diretto e semplificato alla procedura.
Secondo una nota congiunta diffusa da Adi (Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani), Udu – Sinistra universitaria e Omphalos Lgbtq+, il nuovo regolamento recepisce gran parte delle istanze avanzate dalla rappresentanza studentesca e si colloca tra i più avanzati a livello nazionale in materia di inclusione accademica. Le associazioni sottolineano come la misura rappresenti un passo importante verso il riconoscimento dell’identità delle persone che vivono l’ambiente universitario.
La coordinatrice di Udu Perugia, Nicoletta Schembari, ha evidenziato come il regolamento accolga numerose proposte avanzate dagli studenti, definendolo uno dei modelli più inclusivi presenti nel panorama universitario italiano. Secondo la sua valutazione, la misura rappresenta un elemento significativo per migliorare l’accessibilità e la vivibilità degli spazi accademici, garantendo maggiore attenzione alle diverse soggettività presenti nell’ateneo.
Sulla stessa linea si colloca l’intervento di Grazia Enerina Pisano, coordinatrice Adi Perugia, che ha sottolineato come la novità colmi una lacuna precedente. Fino a oggi, infatti, dottorandi e ricercatori non potevano accedere allo strumento della carriera alias, mentre con il nuovo regolamento anche queste categorie potranno richiederne l’attivazione, con l’obiettivo di garantire il rispetto dell’identità personale nel percorso accademico e professionale.
Anche Omphalos Lgbtq+ ha espresso apprezzamento per il provvedimento. Il segretario Roberto Mauri ha definito la carriera alias uno strumento di riconoscimento identitario e di maggiore sicurezza negli ambienti istituzionali, evidenziando come il percorso condiviso tra associazioni e Università di Perugia abbia portato a un risultato considerato significativo per i diritti delle persone coinvolte.
Il nuovo regolamento viene quindi presentato come un intervento strutturale volto a rendere più inclusivo l’ambiente universitario, favorendo il riconoscimento dell’identità personale all’interno delle procedure amministrative. L’estensione della carriera alias a tutte le componenti dell’ateneo rappresenta una delle principali innovazioni introdotte, insieme alla semplificazione dell’accesso senza obblighi documentali di tipo medico o psicologico.
Con questa decisione, l’Università di Perugia si colloca tra gli atenei italiani che hanno adottato regolamenti più ampi in materia di identità alias, inserendo la misura nel quadro delle politiche di inclusione e di gestione della diversità all’interno delle istituzioni accademiche.
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