Il braccio di ferro tra l’amministrazione comunale di Città di Castello e gli uffici scolastici regionali si inasprisce: a un mese dalla sentenza del Tar Umbria che ha annullato il piano di dimensionamento scolastico, l’Ufficio scolastico regionale (Usr) continua ad agire sulla base del provvedimento dichiarato illegittimo, come se la pronuncia del giudice amministrativo non fosse mai arrivata. A denunciarlo è il comune tifernate
Il Tar Umbria ha emesso il 29 maggio 2026 una sentenza che annulla il piano di dimensionamento scolastico imposto dal commissario ad acta sul Comune di Città di Castello lo scorso gennaio. Nonostante la piena efficacia del provvedimento, l’Usr per l’Umbria ha continuato a pubblicare atti amministrativi — tra il 12 e il 25 giugno 2026 — che assumono come riferimento organizzativo la rete scolastica derivante proprio dal piano annullato.
Cosa dicono gli atti pubblicati dopo la sentenza
Dalla determinazione degli organici del personale Ata e dall’individuazione delle sedi per la mobilità dei dirigenti scolastici, emerge che nel territorio tifernate non risulterebbero più esistenti l’Istituto di istruzione secondaria di I grado “Alighieri-Pascoli” e le due direzioni didattiche autonome, sostituite dall’Istituto comprensivo 1 e dall’Istituto comprensivo 2 — le sole istituzioni previste dal piano commissariale annullato.
Il sindaco Luca Secondi e l’assessora alle politiche scolastiche Letizia Guerri parlano apertamente di “azione in evidente contrasto con gli effetti conformativi della sentenza del Tar”, che avrebbe invece imposto il ripristino della rete scolastica preesistente, composta dalle tre istituzioni autonome.
La diffida dell’avvocato e la risposta politica
Il Comune ha incaricato il legale Francesco Augusto de Matteis di redigere una diffida ad adempiere quanto disposto dalla sentenza. Nel frattempo, la consigliera regionale Pd Letizia Michelini sottolinea come un eventuale appello del ministero — circolante ancora come voce di corridoio — non sospenda automaticamente gli effetti della pronuncia né autorizzi l’amministrazione a ignorarla.
Il nodo politico: chi è il direttore dell’Usr Pellecchia
Al centro della vicenda c’è una coincidenza istituzionale rilevante: il commissario ad acta che ha firmato il provvedimento poi annullato dal Tar è Ernesto Pellecchia, attuale direttore dell’Usr Umbria. È lui, dunque, che oggi continua a impostare l’attività amministrativa sulla base di un atto di cui è stato l’artefice e che la giustizia ha dichiarato illegittimo. Sinistra Italiana – AVS Altotevere chiede le sue dimissioni.
Le conseguenze per scuole e famiglie
A poche settimane dall’avvio del nuovo anno scolastico 2026/2027, l’incertezza pesa su dirigenti, insegnanti, personale Ata, famiglie e studenti. I dirigenti scolastici sono chiamati in questo periodo a organizzare organici e attività senza un quadro normativo chiaro, mentre le istituzioni competenti rinviano decisioni che avrebbero dovuto essere assunte settimane fa.
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