Melasecche sui dati Svimez: “Umbria ferma per colpa delle scelte regionali”

Secondo i dati Svimez, l’Umbria registra un Pil in calo dello 0,2% nel 2025, peggiore del Centro Italia e appena sopra la Toscana, suscitando critiche della Lega sulla gestione economica della Giunta Proietti.

I dati pubblicati da Svimez certificano che l’Umbria è ufficialmente entrata in recessione nel 2025, con un Pil in diminuzione dello 0,2%, a fronte di una crescita nazionale dello 0,5% e di un +1% del Centro Italia. Una performance che pone la regione tra le peggiori del Paese, quintultima a livello nazionale e solo davanti alla Toscana.

A commentare la situazione è il capogruppo della Lega in Assemblea Legislativa dell’Umbria, Enrico Melasecche, che definisce i dati “una bocciatura senza appello della Giunta Proietti”. Secondo Melasecche, i numeri confermano che la regione sta perdendo competitività, attrattività e prospettive di sviluppo, denunciando un anno e mezzo di “malgoverno caratterizzato da immobilismo, scelte ideologiche e assenza di strategia per la crescita”.

Nel mirino della Lega ci sono in particolare le scelte fiscali della Giunta: l’aumento dell’Irpef per le famiglie e dell’Irap per le imprese viene definito come un messaggio recessivo e penalizzante per chi investe e produce lavoro in Umbria. Melasecche sottolinea che l’innalzamento delle tasse, combinato con la mancanza di investimenti significativi, ha contribuito al rallentamento economico della regione.

La critica si estende anche alla gestione dei grandi progetti infrastrutturali, con particolare riferimento al Nodo di Perugia e all’alta velocità, e alla cancellazione del termovalorizzatore, che secondo il capogruppo leghista sarebbe stata decisa per ragioni ideologiche senza alternative concrete. “L’Umbria appare oggi senza guida economica – afferma Melasecche – manca una visione industriale, manca una politica infrastrutturale e manca una strategia per attrarre investimenti e creare lavoro”.

La Lega chiede alla presidente Stefania Proietti e alla Giunta regionale di “abbandonare la propaganda e assumersi la responsabilità politica” del presunto fallimento, evidenziando che la recessione certificata da Svimez rispecchia le percezioni di cittadini e imprese: mentre altre regioni avanzano, l’Umbria resta indietro.

Redazione

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