Folignate salvato dopo ore in mare nelle acque di Marotta

Un 32enne rischia di annegare al largo della costa pesarese: recuperato all'alba in stato di semicoscienza

Un giovane di 32 anni originario di Foligno è stato tratto in salvo nelle prime ore di sabato mattina dopo aver trascorso diverse ore in mare davanti alla spiaggia di Marotta, nel Pesarese. L’uomo è stato recuperato a circa 200 metri dalla riva dalla motovedetta della Capitaneria di porto di Pesaro, che ha coordinato un’ampia operazione di ricerca con il concorso di vigili del fuoco, carabinieri e personale sanitario del 118. Secondo la prima ricostruzione, il giovane si trovava in acqua dall’una di notte, rendendo il suo salvataggio uno degli interventi più complessi della stagione balneare sulla costa adriatica marchigiana.

L’allarme nella notte: le voci di aiuto sentite dagli scogli

Le segnalazioni che hanno dato il via ai soccorsi sono giunte alla Capitaneria intorno alle quattro del mattino da persone che si trovavano nella zona degli scogli nei pressi dei Bagni Riccardo. Tra i primi a percepire le richieste d’aiuto provenienti dal mare c’era Riccardo Donati, bagnino 72enne dello stabilimento balneare, già operativo sul posto a quell’ora. «Erano circa le 4, ero sul terrazzo che prendevo il caffè e ho sentito qualcuno che chiamava aiuto», ha dichiarato Donati al quotidiano La Nazione.

Due segnalazioni concordanti hanno permesso alla Capitaneria di attivare immediatamente i mezzi di soccorso.

La complessità delle ricerche nel buio

Le operazioni si sono rivelate fin da subito estremamente difficoltose. La motovedetta della Capitaneria è stata affiancata da un gommone e una moto d’acqua dei vigili del fuoco, da una pattuglia della Capitaneria di Fano e dai soccorritori del 118. Lo stesso Donati e un secondo bagnino hanno preso il mare con i rispettivi mosconi per tentare di localizzare il disperso.

Il principale ostacolo era l’oscurità: impossibile determinare con precisione la direzione da cui proveniva la voce. «Si sentiva solo “aiuto”. Gli rispondevi, cercavi di capire dove fosse, ma lui non rispondeva. Diceva solo “aiuto”», ha spiegato il bagnino. Dopo alcuni minuti anche quelle grida si sono interrotte, aggravando la preoccupazione dei soccorritori presenti.

Il recupero e il trasporto all’ospedale di Fano

La svolta è arrivata quando la motovedetta ha individuato il giovane oltre la linea degli scogli, ancora in grado di muovere le braccia in acqua. Recuperato a bordo in stato di semicoscienza, il 32enne è stato consegnato ai sanitari del 118 e trasportato d’urgenza all’ospedale di Fano per ricevere le cure necessarie.

Le circostanze che hanno portato l’uomo a restare in mare per diverse ore dalla notte all’alba rimangono ancora da chiarire. Gli inquirenti non escludono che alla base del fatto possa esserci una situazione di fragilità personale.

Redazione

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