A Foligno cresce l’attenzione attorno alla situazione dei nidi comunali, dopo le segnalazioni del Comitato dei genitori degli asili nido che ha inviato una lettera all’assessore regionale all’Istruzione Fabio Barcaioli. Al centro delle preoccupazioni ci sono riduzione del personale, difficoltà organizzative, limitazioni ai servizi pomeridiani e il timore di un indebolimento del sistema educativo comunale.
Le criticità segnalate dai genitori
Nella lettera inviata all’assessorato, le famiglie hanno evidenziato diverse criticità legate alla gestione dei nidi comunali di Foligno. Tra i punti principali emergono la riduzione del personale educativo, alcune difficoltà nell’organizzazione dei servizi e l’introduzione di limiti alle attività pomeridiane.
Secondo i genitori, queste condizioni potrebbero incidere sulla qualità complessiva del servizio e sulla sua fruibilità quotidiana, alimentando timori su un possibile indebolimento del sistema dei nidi comunali.
La risposta della Regione Umbria
L’assessore regionale all’Istruzione Fabio Barcaioli ha espresso attenzione verso le segnalazioni ricevute, sottolineando la necessità di ascolto e confronto con le famiglie.
Barcaioli ha definito legittime le preoccupazioni espresse dal comitato, ribadendo che i nidi comunali rappresentano un servizio essenziale per la crescita dei bambini e un supporto fondamentale per le famiglie.
La Regione ha dichiarato la propria disponibilità a incontrare una delegazione del Comitato dei genitori, con l’obiettivo di approfondire le criticità e valutare possibili soluzioni nell’ambito delle competenze regionali.
Il quadro del sistema educativo 0-6 anni
Parallelamente al confronto locale, la Regione Umbria sta portando avanti il rafforzamento del sistema educativo per la prima infanzia. Nella seduta odierna la Giunta regionale ha preadottato il regolamento attuativo della legge regionale 13 del 2023, dedicata al sistema integrato di educazione e istruzione 0-6 anni.
Il provvedimento punta a tradurre in norme operative i principi della legge, definendo requisiti organizzativi, qualità dei servizi e qualificazione del personale educativo. Un’attenzione specifica è riservata ai poli per l’infanzia, considerati strumenti centrali per garantire continuità tra nido e scuola dell’infanzia.
Investimenti e nuovi posti nei servizi educativi
La Regione ha inoltre ricordato il recente stanziamento di 6 milioni di euro del Fondo Sociale Europeo Plus 2021-2027, destinati all’ampliamento dei servizi educativi per la prima infanzia.
Le risorse consentiranno la creazione di oltre 500 nuovi posti nei nidi e micronidi comunali umbri nel corso degli anni educativi 2026-2027 e 2027-2028, con l’obiettivo di aumentare l’accessibilità ai servizi per le famiglie del territorio.
Dialogo con il territorio e ruolo dei servizi educativi
Nel suo intervento, Barcaioli ha espresso rammarico per quanto riportato dai genitori in merito ai rapporti con l’amministrazione comunale, sottolineando la necessità di un confronto rispettoso tra istituzioni e cittadini.
L’assessore ha ribadito che le politiche sui servizi per l’infanzia sono centrali anche in relazione alle sfide demografiche e occupazionali, evidenziando come l’accesso ai nidi rappresenti un elemento chiave per la conciliazione tra lavoro e vita familiare.
Una priorità per le politiche regionali
La Regione Umbria conferma infine la volontà di proseguire nel rafforzamento dei servizi educativi, considerati strategici per lo sviluppo sociale ed economico del territorio.
L’obiettivo dichiarato è quello di garantire servizi più accessibili, qualificati e diffusi, in collaborazione con i Comuni e con tutti i soggetti coinvolti, per rispondere alle esigenze delle famiglie e sostenere la crescita dei più piccoli.
Seguici su
Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.