Scatta ufficialmente il conto alla rovescia per la Maturità 2026 in Umbria. Nel pomeriggio di oggi, alle 15, si terrà la riunione in presenza dei presidenti delle commissioni presso l’aula magna dell’Itet “Aldo Capitini” di Perugia, con la partecipazione di dirigenti scolastici, funzionari degli uffici territoriali e dirigenti tecnici. Domani mattina alle 8.30 è invece prevista la riunione plenaria, primo vero passaggio operativo dell’esame di Stato.
Numeri e commissioni in Umbria
In regione sono attive 216 commissioni, di cui 161 nella provincia di Perugia e 55 in quella di Terni. Le classi coinvolte sono 431, mentre gli studenti attesi alle prove sono 7.817, inclusi 131 candidati esterni. Le commissioni si insedieranno nelle sedi di nomina e inizieranno il lavoro in seduta plenaria, per poi suddividersi nelle attività dedicate alle singole classi.
Come funziona la riunione plenaria
La plenaria rappresenta il primo momento tecnico dell’esame. In questa fase vengono definiti elementi fondamentali come il sorteggio dell’ordine delle classi, l’estrazione della lettera per i colloqui orali, la definizione del calendario delle prove e la costruzione delle griglie di valutazione secondo la normativa vigente. È anche il momento in cui vengono gestite eventuali assenze dei commissari, comunicate agli uffici scolastici competenti per garantire la continuità delle operazioni.
Le prove scritte: italiano e disciplina d’indirizzo
Giovedì sarà il giorno della prima prova scritta di italiano, che verifica competenze linguistiche, capacità argomentative e padronanza espressiva. Le tracce spaziano tra ambiti letterari, storici, scientifici, tecnologici e sociali. Venerdì sarà invece il turno della seconda prova, dedicata alla disciplina caratterizzante di ciascun indirizzo di studio.
Commissioni, criticità e dibattito sindacale
Resta aperto il dibattito sulle commissioni d’esame, ridotte da sette a cinque componenti. Una scelta che, secondo la Cisl Scuola Umbria, porta efficienza ma anche possibili criticità sul fronte della valutazione e del confronto tra docenti.
Tra i nodi segnalati anche il carico di lavoro elevato, i compensi fermi da anni e alcune rinunce alle nomine, oltre alla necessità di una formazione più strutturata per i commissari.
Formazione e nuove regole
Il Ministero ha attivato una piattaforma formativa dedicata ai commissari, ma secondo le rappresentanze sindacali il riconoscimento economico non sarebbe ancora adeguato alle responsabilità richieste.
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