Jeremy Rifkin a Perugia: “L’Umbria diventi laboratorio del paradigma Pianeta acqua”

L'economista americano incontra la presidente Proietti e la sindaca Ferdinandi e rilancia la proposta di un Blue deal regionale. Due mozioni già pronte in consiglio

Jeremy Rifkin ha scelto Perugia per lanciare in Italia il paradigma del “Pianeta acqua”, portando la sua proposta direttamente nelle istituzioni umbre. L’incontro si è tenuto nella Sala della Partecipazione di Palazzo Cesaroni, nell’ambito del percorso partecipativo della piattaforma decidiamo.com, promosso da Alleanza Verdi Sinistra ed Europa Verde. Al centro del dibattito: transizione ecologica, energie rinnovabili e tutela delle risorse idriche come priorità politica e legislativa.

Il rilancio dell’idrosfera come paradigma politico

Rifkin ha ricordato come il 71% della superficie terrestre sia coperta d’acqua, eppure le politiche ambientali e climatiche abbiano storicamente privilegiato una visione “verde” e terrestre del pianeta. L’economista ha richiamato la figura di San Francesco come precursore di una visione ecologica integrale: “È stato il primo a dire che dobbiamo proteggere la terra. Prima ancora delle agenzie spaziali, il primo a intuire che il pianeta è fatto non di terra ma di acqua.”

Secondo Rifkin, la crisi climatica in atto — con inondazioni primaverili, siccità estive, uragani autunnali e ondate di calore sempre più intense — è la diretta conseguenza di un’alterazione degli equilibri idrici planetari causata dai combustibili fossili.

La proposta: un Blue deal per l’Umbria

Nella sua giornata perugina, Rifkin ha incontrato la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, avanzando una proposta concreta: “La Regione Umbria e Perugia dovrebbero istituire un Blue deal per accompagnare l’attuale Green deal, a beneficio delle generazioni presenti e future, mettendo in atto pratiche, programmi e incentivi per incoraggiare nuove tecnologie blu.”

Sul fronte legislativo, due mozioni sono già pronte per essere discusse — una in consiglio regionale, una in quello comunale — per introdurre formalmente la denominazione di “Pianeta acqua” in leggi e regolamenti.

Il nodo energetico: rinnovabili contro nucleare

Rifkin ha ribadito la sua posizione netta sull’energia nucleare, definendola “tecnologia vecchia e potenzialmente pericolosa” che comporta per di più un elevatissimo consumo idrico. La sua preferenza va al solare e all’eolico, tecnologie che definisce “più democratiche”. Un riferimento non casuale nel contesto umbro: l’assessore regionale all’ambiente Thomas De Luca ha ricordato che il Consiglio dei ministri ha impugnato per due volte la legge regionale Energia umbra, con l’effetto — secondo De Luca — di favorire l’installazione di mega-impianti industriali sul territorio.

Il dibattito istituzionale e civile

I lavori sono stati aperti dalla presidente dell’Assemblea legislativa Sarah Bistocchi, che ha sottolineato come la tutela ambientale sia “un tema senza colori politici”. Al dibattito, coordinato da Gianfranco Mascia ed Eva Hausegger (co-portavoce Europa Verde Umbria), hanno partecipato rappresentanti di Legambiente Umbria, WWF e Greenpeace Italia, insieme al capogruppo AVS in consiglio regionale Fabrizio Ricci.

Redazione

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