L’11 giugno 2026 segna un passaggio fondamentale per la diga di Montedoglio e per l’Ente Acque Umbre Toscane (EAUT). La Direzione Generale per le Dighe del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha autorizzato l’entrata in esercizio ordinario, certificando stabilità, sicurezza e piena operatività dell’invaso tiberino. La fase di collaudo è così conclusa, aprendo una nuova stagione per la gestione della risorsa idrica a servizio dei territori di Umbria e Toscana.
Percorso decennale e infrastrutture collegate
L’opera rappresenta il culmine di un percorso iniziato simbolicamente nel 1959, con la proposta di legge per l’istituzione dell’Ente per la Irrigazione della Val di Chiana e delle Valli Aretine. I lavori, avviati nel 1977, hanno richiesto decenni di verifiche, monitoraggi e collaudi tecnico-speciali, con la realizzazione di una rete di adduzione primaria e secondaria che collega Montedoglio al Lago Trasimeno, Alto Tevere Umbro e Valdichiana, garantendo acqua per circa 30.000 ettari a scopo irriguo e 700.000 persone a scopo idropotabile.
Festeggiamenti e riconoscimenti
La giornata di festa alla diga ha riunito rappresentanti dei Ministeri, Regioni e Comuni, con interventi di Simone Viti (EAUT), Eugenio Giani (Regione Toscana) e Stefania Proietti (Regione Umbria). È stata sottolineata la strategicità dell’infrastruttura per il sistema idrico centrale, la sicurezza dell’invaso e il sostegno all’agricoltura e alle imprese locali. La degustazione dei prodotti delle aziende agricole ha testimoniato il ruolo concreto della diga nello sviluppo economico territoriale.
Impatto per agricoltura e territori
Con una capacità di invaso di oltre 135 milioni di metri cubi e quota massima di regolazione a 393,60 metri sul livello del mare, Montedoglio consente una gestione efficiente e sostenibile dell’acqua, rafforzando la competitività del settore agricolo e garantendo continuità produttiva. La diga rappresenta inoltre un motore di sviluppo interregionale, con un effetto positivo su Umbria e Toscana, sia per l’irrigazione sia per l’approvvigionamento idrico della popolazione.
Cooperazione istituzionale e prospettive future
L’entrata in esercizio ordinario segna una nuova fase di governance condivisa, con piena collaborazione tra Ministero, Regioni, Comuni e EAUT. L’opera costituisce una risorsa strategica per adattarsi ai cambiamenti climatici, garantendo sicurezza idrica e sviluppo sostenibile per le comunità e le attività produttive del centro Italia.
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