Dimesso per tre volte dal pronto soccorso dell’ospedale di Perugia, muore di tumore

Sabjan Ballici, operaio elettricista di origini albanesi, è morto il 20 febbraio a Foligno per un adenocarcinoma gastrico. I legali: "Una diagnosi tempestiva avrebbe potuto rallentare la malattia"

Ospedale di Perugia

Tre accessi al pronto soccorso del Santa Maria della Misericordia di Perugia in poco più di un mese, tre dimissioni, e poi la morte in appena due settimane dal ricovero all’ospedale di Foligno. È questa la sequenza di eventi al centro di una denuncia-querela presentata alla procura di Spoleto dalla famiglia di Sabjan Ballici, ventiquattrenne di origini albanesi deceduto il 20 febbraio per un adenocarcinoma gastrico. A presentare l’atto sono stati gli avvocati Luca Maori e Luca Valigi, che chiedono di accertare eventuali responsabilità penali in quanto accaduto tra il 27 dicembre e il giorno della morte.

Sabjan era uno sportivo, da qualche mese impiegato come operaio elettricista a Perugia. I primi segnali di malessere erano comparsi nell’estate del 2025, inducendolo ad avviare accertamenti più approfonditi. Con l’arrivo dell’inverno la situazione era peggiorata: febbre alta persistente, tosse intensa e sangue nell’espettorato lo avevano spinto al primo accesso al pronto soccorso perugino il 27 dicembre. Secondo quanto ricostruito dai legali della famiglia, il giovane avrebbe atteso a lungo senza ricevere alcuna visita, scegliendo infine di tornare a casa.

Il 19 gennaio una seconda corsa al Santa Maria della Misericordia, questa volta con impegnativa del medico di famiglia che raccomandava esplicitamente il ricovero per bronchiolite. Anche in questo caso Sabjan è stato dimesso dopo alcune ore, con la prescrizione di una broncoscopia. Al termine dell’esame, stando a quanto riportato nella denuncia, il medico avrebbe ricondotto i sintomi del ragazzo all’assunzione di droghe, circostanza che la famiglia smentisce con fermezza.

Il 29 gennaio, dopo un ulteriore peggioramento con forti dolori al petto, il terzo accesso al pronto soccorso di Perugia. Sabjan è stato trattenuto una notte in osservazione e poi dimesso “all’attenzione del medico curante”. Il 6 febbraio, di fronte a condizioni ormai critiche, la famiglia si è rivolta all’ospedale di Foligno, dove il giovane è stato immediatamente ricoverato. La diagnosi: adenocarcinoma gastrico. Sabjan Ballici è morto il 20 febbraio, due settimane dopo il ricovero, a seguito di una crisi respiratoria acuta.

Il consulente medico incaricato dalla famiglia sottolinea nella denuncia che una diagnosi tempestiva avrebbe potuto cambiare il decorso della malattia. Le ripetute dimissioni dall’ospedale perugino avrebbero di fatto impedito l’avvio di qualsiasi trattamento chemioterapico che, in una situazione clinica differente, avrebbe potuto «almeno rallentare l’evoluzione della patologia», o quantomeno «allungare la vita del paziente e ridurre le sue sofferenze». Ora sarà la procura di Spoleto a valutare se sussistano gli estremi per procedere penalmente.

Redazione

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