I comitati civici del comprensorio spoletino e della Valnerina hanno esaurito la pazienza istituzionale e si preparano a tornare in piazza, scegliendo come palcoscenico il Festival dei Due Mondi per amplificare una protesta che dura da oltre sei anni. La mobilitazione riguarda la mancata riattivazione dei servizi sanitari dell’ospedale San Matteo degli Infermi di Spoleto, smantellati durante l’emergenza Covid, e si indirizza questa volta contro la giunta regionale guidata da Stefania Proietti, in carica da diciotto mesi. La data esatta della manifestazione sarà formalizzata nei prossimi giorni, ma l’orientamento delle sigle — City Forum, Comitato di strada per la salute pubblica, Comitato civico Spoleto-Valnerina e Coordinamento Pace, Diritti e Ambiente — è ormai unanime.
La petizione ignorata e il silenzio della Regione Umbria
Il punto di rottura è rappresentato da una petizione popolare da 10.055 firme, depositata il 29 gennaio 2025 presso la terza commissione dell’assemblea legislativa dell’Umbria. A distanza di oltre un anno, il documento giace senza risposta. La richiesta di audizione davanti alla commissione non è stata accolta, e i comitati denunciano un isolamento istituzionale totale da parte della nuova amministrazione regionale.
«Fino ad oggi abbiamo cercato ogni forma di dialogo — si legge nella nota congiunta delle associazioni —, ma i riscontri sono assolutamente negativi. La giunta Proietti non può più invocare come alibi la deplorevole destrutturazione attuata sei anni fa dalla giunta Tesei-Coletto. Hanno riscosso i voti promettendo di ribaltare la situazione e riavviare la crescita del presidio di Spoleto, DEA di primo livello e riferimento cruciale per l’area del cratere sismico, ma nei fatti la nuova amministrazione non ha mosso un dito».
I nodi irrisolti: punto nascita, pronto soccorso e cardiologia
Le criticità strutturali che i comitati imputano alla gestione dell’ospedale spoletino sono molteplici e documentate. In primo luogo resta bloccata la riapertura del punto nascita e della pediatria: nonostante la struttura avesse storicamente garantito oltre 500 parti l’anno in condizioni di piena sicurezza, il reparto materno-infantile rimane smantellato. La richiesta formale inoltrata al Comitato nazionale percorso nascita è descritta dai comitati come «insabbiata».
Sul fronte dell’emergenza-urgenza, il pronto soccorso si trova sistematicamente costretto a dirottare i casi più gravi verso altri ospedali regionali, già congestionati. Una situazione che gli attivisti definiscono «un’autentica persecuzione contro il comprensorio».
Anche la cardiologia versa in condizioni critiche: nelle ultime settimane si è registrata la dimissione di un medico stimato del reparto, che attende ancora una riapertura strutturale completa e garantisce al momento solo la guardia h24. Per tamponare la carenza, la Usl Umbria 2 ha assunto a tempo determinato una specializzanda al quarto anno fino al dicembre 2026. «Si procede a colpi di avvisi precari e incarichi libero-professionali a medici pensionati, mentre non risulta bandito alcun concorso pubblico per primariati o posti stabili di medici e infermieri», denunciano i comitati.
Il progetto del Terzo polo e le richieste dei comitati
Al centro delle rivendicazioni vi è anche l’opposizione al cosiddetto progetto del Terzo polo, ovvero l’integrazione dell’ospedale di Spoleto con quello di Foligno avviata dalla precedente giunta regionale, ritenuta dalle associazioni fortemente penalizzante per il territorio spoletino. I comitati chiedono un passo indietro su questa impostazione e l’avvio di concorsi pubblici reali per la copertura stabile dei posti vacanti tra medici e infermieri.
La scelta del Festival dei Due Mondi come cornice della protesta risponde a una precisa logica di visibilità: l’evento richiama ogni anno migliaia di visitatori da tutto il mondo, offrendo una vetrina internazionale che i comitati intendono sfruttare per portare la questione sanitaria all’attenzione di un pubblico più ampio.
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