Sarebbe stato l’impatto contro l’asfalto, e non l’investimento da parte dell’automobile, a causare la morte di Jozué Salazar Monar, il 28enne deceduto nella notte tra il 4 e il 5 maggio 2024 lungo il raccordo di Perugia dopo aver perso il controllo della moto su cui viaggiava. È questa “l’ipotesi più probabile” indicata nella nuova perizia disposta dal gip ed elaborata dall’ingegner Andrea Adriani e dal medico legale Anna Maria Verdelli.
Secondo gli esperti nominati dal giudice, il giovane sarebbe morto a causa dell’impatto con l’asfalto “non essendo il casco indossato correttamente o completamente”.
La perizia discussa davanti al gip
Come riporta il Corriere dell’Umbria, la relazione è stata discussa nei giorni scorsi davanti al giudice Simona Di Maria, che ora ha rimesso gli atti alla Procura per le ulteriori valutazioni del caso. L’approfondimento era stato disposto lo scorso anno dopo l’opposizione all’archiviazione avanzata dalla procura. Il gip aveva infatti richiesto nuove indagini alla luce delle diverse conclusioni emerse tra i consulenti delle parti coinvolte.
Le conclusioni dei consulenti della famiglia
Per i familiari della vittima, assistiti dai consulenti Luca Tomassini e Fabio Monfreda, la morte del giovane sarebbe stata provocata dall’investimento dell’automobile e non dalla caduta sull’asfalto. Secondo questa ricostruzione, il 28enne dopo aver perso il controllo della moto sarebbe stato travolto dal veicolo sopraggiunto successivamente.
Le precedenti consulenze della procura
I consulenti inizialmente incaricati dalla procura, il dottor Massimo Lancia e l’ingegner Zucconi, avevano invece sostenuto che l’auto, il cui conducente era stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio stradale, avrebbe investito Josué provocando anche il distacco del casco.
Gli stessi esperti, però, non erano arrivati a stabilire con certezza se il decesso fosse stato causato dall’impatto contro l’asfalto oppure dall’urto con l’automobile, parlando genericamente di trauma provocato dall’impatto del capo contro una superficie anelastica.
Attesa la decisione della Procura
Diversa anche la posizione del professor Mauro Bacci, consulente della difesa del 29enne indagato, secondo cui l’automobile avrebbe colpito il corpo della vittima ma non il capo.
La vicenda resta quindi al centro di una complessa contrapposizione tra consulenze tecniche. La sintesi finale spetterà ora al sostituto procuratore titolare del fascicolo, a cui il giudice ha trasmesso gli atti. Una decisione è attesa nelle prossime settimane.
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