Cinque giorni di astensione dalle udienze penali e una manifestazione nazionale a Perugia sono stati annunciati dall’Unione delle Camere Penali Italiane (Ucpi) per denunciare quella che viene definita una “gravissima violazione del diritto di difesa e del segreto professionale”.
La decisione, comunicata anche al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ai presidenti di Camera e Senato, al presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Giustizia, al Consiglio superiore della magistratura, ai capi degli uffici giudiziari del distretto di Perugia e al Consiglio Nazionale Forense, riguarda un caso emerso nel carcere di Capanne, dove si sarebbero registrati colloqui tra detenuti e difensori senza autorizzazione specifica.
L’Ucpi ha stabilito l’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale per i giorni 8, 9, 10, 11 e 12 giugno 2026, annunciando anche la manifestazione pubblica prevista a Perugia l’11 giugno.
Il caso delle intercettazioni a Perugia
Secondo quanto ricostruito dalla Giunta Ucpi, le intercettazioni erano inizialmente autorizzate per indagare su un’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, limitandosi ai colloqui tra un difensore specifico (indagato) e il proprio assistito.
Tuttavia, le registrazioni sarebbero proseguite per sei mesi, coinvolgendo almeno quindici avvocati non destinatari del decreto autorizzativo, durante conversazioni riguardanti strategie processuali e questioni personali, tutelate dal segreto professionale.
La Giunta parla di violazione clamorosa delle regole fondamentali dello Stato di diritto, sottolineando che il diritto di difesa deve essere libero, effettivo, pieno e garantito. Le registrazioni, invece di essere distrutte, sarebbero state inserite nel materiale investigativo e messe a disposizione delle parti processuali.
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L’Ucpi ritiene che quanto accaduto a Perugia “non può essere confinato a un errore locale”, ma rappresenta una questione nazionale di tutela del segreto dei colloqui difensivi nei luoghi di detenzione.
La Giunta chiede che le autorità competenti, incluso il Consiglio Superiore della Magistratura, verifichino i fatti e adottino le conseguenze disciplinari e ordinamentali del caso.
Per questo motivo è stato proclamato uno sciopero nazionale dei penalisti e organizzata una manifestazione pubblica a Perugia, con la possibilità di ulteriori iniziative per rendere le istituzioni consapevoli della gravità delle violazioni al diritto di difesa e al segreto professionale dell’avvocato.
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