Body shaming, Perugia dice no alla violenza sull’aspetto fisico

La sindaca Vittoria Ferdinandi interviene nella prima Giornata nazionale contro il body shaming

Vittoria Ferdinandi

Il body shaming rappresenta una delle forme più diffuse di violenza verbale e psicologica nell’epoca dei social network e dell’esposizione digitale. In occasione della prima Giornata nazionale contro il body shaming, celebrata il 16 maggio, la sindaca di Perugia e delegata Anci alle Pari opportunità, Vittoria Ferdinandi, ha lanciato un messaggio forte sul tema del rispetto e della dignità delle persone.

“Il body shaming non è una semplice presa in giro, è una forma di violenza che colpisce l’autostima, la libertà di essere sé stessi e il diritto di sentirsi accolti senza dover corrispondere a standard imposti” ha dichiarato Ferdinandi, sottolineando il ruolo fondamentale delle istituzioni nella promozione di una cultura inclusiva e rispettosa.

Il fenomeno del body shaming cresce anche sui social

Secondo quanto evidenziato dalla sindaca, il problema riguarda soprattutto le nuove generazioni, costrette a confrontarsi quotidianamente con modelli estetici spesso irrealistici e costruiti artificialmente attraverso i social media.

La pressione legata all’immagine corporea colpisce però anche gli adulti, alimentando esclusione, disagio e sofferenza psicologica. Ferdinandi ha ribadito che nessuno dovrebbe sentirsi autorizzato a giudicare il valore di una persona in base all’aspetto fisico.

“Non esiste un unico modo giusto di avere un corpo, un volto o una presenza. La dignità delle persone non dipende dalla perfezione” ha aggiunto la sindaca di Perugia.

Il significato della Giornata nazionale contro il body shaming

La ricorrenza nazionale contro la denigrazione dell’aspetto fisico è stata approvata definitivamente nel 2025 con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sugli effetti delle parole e dei comportamenti discriminatori legati al corpo.

Il colore simbolo della giornata è il fucsia, scelto per rappresentare energia, cambiamento e accettazione di sé.

Il body shaming consiste nella pratica di umiliare o far vergognare una persona per il proprio aspetto fisico, attraverso commenti, insulti o giudizi che possono compromettere autostima ed equilibrio psicologico.

Negli ultimi anni il fenomeno ha assunto dimensioni sempre più rilevanti, soprattutto online, dove i contenuti offensivi possono diffondersi rapidamente e restare visibili nel tempo.

I dati sul disagio giovanile in Umbria

Particolarmente significativo è il quadro che emerge tra gli adolescenti. Secondo le rilevazioni del sistema Hbsc coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, molti giovani tra gli 11 e i 15 anni dichiarano insoddisfazione verso il proprio corpo e disagio rispetto alla propria immagine fisica.

Il fenomeno risulta più diffuso tra le ragazze e tende ad aumentare con l’età, in linea con i dati nazionali.

Anche il sistema Espad Italia evidenzia come una parte degli studenti umbri riferisca episodi di prese in giro o offese legate all’aspetto fisico all’interno delle scuole.

Educazione e rispetto al centro della prevenzione

Il contrasto al body shaming passa anche attraverso l’educazione al rispetto delle differenze e l’uso consapevole dei linguaggi digitali.

Le istituzioni, secondo Ferdinandi, devono contribuire a costruire una società più inclusiva, nella quale il corpo non venga utilizzato come strumento di giudizio o discriminazione.

In un contesto sociale sempre più dominato dall’immagine, il rischio è infatti quello di ridurre l’identità delle persone esclusivamente all’apparenza esteriore, ignorando valori, esperienze e individualità.

Redazione

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