Un detenuto in attesa di giudizio si è suicidato nel carcere di Spoleto. Si tratta del terzo caso registrato nel 2026 nelle strutture detentive umbre. A confermare l’accaduto è stato il garante dei detenuti dell’Umbria, l’avvocato Giuseppe Caforio, che ha espresso “tristezza e rammarico” per quanto accaduto.
“Non aveva dato segnali di problemi psichiatrici”
Secondo quanto riferito dal garante regionale, il detenuto non avrebbe manifestato particolari criticità dal punto di vista psichiatrico. «Si tratta di un detenuto che non aveva dato segnali di problemi psichiatrici», ha spiegato Caforio.
“La comunità carceraria continua a chiedere soluzioni”
Il garante ha poi richiamato l’attenzione sulle difficoltà che da tempo interessano il sistema penitenziario umbro. «Questo ennesimo fatto doloroso segna ancora una volta la comunità carceraria umbra la quale da tempo invoca soluzioni ai cronici problemi sia del sovraffollamento che della carenza di personale», ha dichiarato.
Tra i temi evidenziati anche la necessità di un’assistenza sociosanitaria più efficace all’interno degli istituti penitenziari.
L’allarme sui suicidi e sugli atti di autolesionismo
Nel suo intervento, Caforio ha sottolineato come il fenomeno dei suicidi e degli episodi di autolesionismo continui a rappresentare una grave emergenza. «Sono stati scritti fiumi di parole ma ad oggi la realtà lascia allibiti perché la falcidia dei suicidi e di atti di autolesionismo prosegue inesorabile di fronte alla mancanza di risposte concrete».
Il ringraziamento alla polizia penitenziaria
Il garante ha rivolto un ringraziamento al personale delle carceri umbre. «Ancora una volta si deve ringraziare il personale della polizia penitenziaria e delle direzioni carcerarie che con grande umanità cercano di far fronte alle deficienze strutturali del nostro sistema carcerario».
Caforio ha però evidenziato come la situazione non possa essere affrontata soltanto con l’impegno degli operatori. «Tutto ciò non basta e non può essere rimesso alla buona volontà di pochi».
L’appello al Parlamento
Infine il garante ha lanciato un appello alle istituzioni nazionali affinché vengano adottate misure concrete. «L’auspicio è che il Parlamento prenda in seria considerazione questa situazione proponendo soluzioni forti e coraggiose».
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