Tentato omicidio al Lido Club: chiesti 8 anni e mezzo di reclusione

Tentato omicidio al Lido Club di Ponte San Giovanni: la Procura chiede oltre otto anni per un 37enne accusato dell’aggressione.

Tribunale di Perugia

Otto anni e sei mesi di reclusione per un cittadino albanese di 37 anni accusato del tentato omicidio di un uomo durante una violenta aggressione avvenuta nell’ottobre del 2019 all’interno della discoteca Lido Club di Ponte San Giovanni, a Perugia. La richiesta è stata formulata dal pubblico ministero Mara Pucci davanti al tribunale collegiale Ne riferisce Umbria 24

Nel procedimento è coinvolta anche la moglie dell’imputato principale, una donna romena di 39 anni, per la quale la Procura ha chiesto una condanna a un anno e sei mesi di carcere con l’accusa di lesioni gravi nei confronti di due donne rimaste ferite durante la stessa notte.

Secondo quanto contestato dalla Procura, il 37enne avrebbe aggredito un uomo utilizzando un coltello e colpendolo con diversi fendenti in varie parti del corpo. L’accusa sostiene che l’imputato abbia compiuto “atti idonei e diretti in modo non equivoco a cagionare la morte” della vittima.

L’uomo ferito riportò una serie di lesioni giudicate particolarmente gravi, tra cui una ferita penetrante alla regione dorsale, un’altra ferita nella stessa area con scollamento aereo lungo il margine mediastinico del lobo superiore destro, oltre a lesioni da taglio alla spalla sinistra, alla regione mastoidea e al collo. Per lui i medici stabilirono una prognosi di venti giorni.

Le accuse nei confronti del 37enne non si limitano però al tentato omicidio. Secondo il capo di imputazione, nella stessa aggressione sarebbero rimaste coinvolte altre tre persone intervenute durante la colluttazione o presenti nel locale.

Uno dei feriti avrebbe riportato lesioni alla coscia destra e al cuoio capelluto con una prognosi di dieci giorni, mentre un secondo uomo sarebbe stato colpito alla coscia riportando sette giorni di prognosi. Più gravi invece le condizioni della terza persona coinvolta, rimasta ferita all’ipocondrio sinistro con una lesione giudicata guaribile tra i trenta e i quaranta giorni.

Per la Procura tutte le aggressioni sarebbero state commesse “in esecuzione del medesimo disegno criminoso” e sempre mediante l’utilizzo del coltello.

Nel processo è imputata anche la moglie del 37enne. La donna, secondo l’accusa, avrebbe ferito due donne durante gli scontri avvenuti all’interno della discoteca. In un caso avrebbe provocato una ferita da taglio al gomito sinistro con avulsione di un frammento osseo dell’epicondilo omerale, giudicata guaribile in venticinque giorni.

L’altra persona offesa avrebbe invece riportato una ferita da taglio all’avambraccio destro con lesione dei tendini flessori del secondo e terzo dito della mano, anch’essa con una prognosi di venticinque giorni.

L’episodio risale alla notte dell’ottobre 2019 e si verificò all’interno del noto locale di Ponte San Giovanni, dove scoppiò una violenta lite culminata nell’aggressione con arma da taglio. Le indagini successive permisero agli investigatori di ricostruire quanto accaduto e di individuare i presunti responsabili.

Redazione

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