Un cittadino brasiliano di 60 anni è stato arrestato a Roma il 1° maggio in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Corte di Appello di Perugia, finalizzata alla sua estradizione verso il Brasile. L’uomo era ricercato da mesi e la sua cattura rappresenta l’esito di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura Generale del capoluogo umbro.
Le indagini e la localizzazione
Determinante è stato il lavoro dell’Ufficio S.D.I. della Procura, composto da personale di Polizia Penitenziaria, che ha ricostruito i movimenti del latitante sul territorio nazionale. Attraverso un’accurata attività di analisi e incrocio dei dati, gli investigatori sono riusciti a localizzare l’uomo dopo circa quattro mesi di latitanza.
Le ricerche erano rese difficili dalla mancanza di elementi recenti: l’ultima segnalazione risaliva al marzo 2024, quando era stato identificato alla stazione di Foligno, dopo aver lasciato una struttura ricettiva a Santa Maria degli Angeli con un insoluto di circa 2.700 euro.
I reati contestati in Brasile
Il 60enne è ricercato per gravi reati economico-finanziari, tra cui violazioni dell’ordine tributario ed economico, reati contro i rapporti di consumo, appropriazione indebita e falso. I fatti contestati risalgono a periodi compresi tra il 1997 e il 2006.
Le sentenze definitive emesse dai tribunali di São José do Rio Preto e Barra Funda, a San Paolo, hanno portato a una condanna complessiva di 10 anni e 5 mesi di reclusione.
Il rintraccio nei pressi del Vaticano
Sulla base degli elementi raccolti, gli investigatori hanno ipotizzato la presenza stabile dell’uomo nell’area romana. La Questura di Roma, attivata dalla Procura di Perugia, ha quindi avviato mirati servizi di controllo, riuscendo a rintracciarlo presso una struttura di accoglienza per pellegrini vicino alla Città del Vaticano.
L’arresto è stato eseguito dagli agenti della Sezione Volanti, a conclusione dell’attività investigativa.
Custodia e procedure di estradizione
Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato trasferito nel carcere di Regina Coeli, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa delle procedure per la consegna alle autorità brasiliane.
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