Affitti studenti in aumento: a Perugia +35% in sei anni

Aumentano i canoni delle stanze universitarie in tutta Italia: Perugia segna +35% in sei anni, con un costo medio di 300 euro

Negli ultimi sei anni, gli studenti iscritti all’Università di Perugia hanno registrato un aumento significativo nei costi delle stanze singole: nel marzo 2026 il prezzo medio ha raggiunto i 300 euro mensili, rispetto ai 223 euro del marzo 2020, con un incremento del 35 per cento. Il dato emerge da un’analisi di Immobiliare.it Insights, che ha preso in esame l’andamento dei canoni nelle principali città universitarie italiane. Questo aumento, pari a circa 77 euro in più al mese, colloca Perugia in una posizione intermedia tra i centri che ospitano atenei di grandi e medie dimensioni.

Il quadro nazionale tra grandi città e atenei

Il fenomeno non riguarda solo il capoluogo umbro. A livello nazionale, nei centri con università statali che superano i 40mila iscritti, i canoni delle stanze singole sono cresciuti mediamente del 41 per cento tra marzo 2020 e marzo 2026. Si tratta di un incremento superiore rispetto a quello dei monolocali, che nello stesso periodo si è fermato a circa il 31 per cento. La domanda elevata di alloggi per studenti e giovani lavoratori continua a sostenere il mercato, rendendolo uno dei comparti più dinamici del settore immobiliare.

Le città con i rincari più elevati

Gli aumenti più consistenti si registrano soprattutto nel Mezzogiorno e in alcune grandi città universitarie. Bari guida la classifica con un incremento del 59 per cento, seguita da Palermo con il 55 per cento. Padova e Firenze condividono il terzo posto con un aumento del 46 per cento, mentre Torino si attesta al 45 per cento. A Roma i prezzi sono cresciuti del 40 per cento, mentre Bologna, Napoli e Milano registrano incrementi rispettivamente del 37, 36 e 31 per cento. Tra i grandi atenei, Pisa rappresenta l’eccezione, con un aumento più contenuto pari al 16 per cento.

Andamento nei centri universitari medi

Anche nei centri con università di dimensioni medie il trend resta in crescita, seppur con valori leggermente inferiori. In queste città, i canoni delle stanze singole sono aumentati mediamente del 31 per cento negli ultimi sei anni. Tra i casi più rilevanti spicca Cagliari con un incremento del 58 per cento, seguita da Messina con il 46 per cento e Genova con il 41 per cento. Trento e Catania registrano un aumento del 39 per cento, mentre Perugia e Venezia si attestano al 35 per cento. Incrementi più contenuti si osservano a Ferrara, Parma, Verona e Pavia, con variazioni comprese tra il 20 e il 30 per cento.

Differenze nei costi e città più care

Oltre alle variazioni percentuali, emergono forti differenze nei valori assoluti dei canoni. Milano si conferma la città più cara, con una media di 729 euro al mese per una stanza singola. Seguono Firenze con 625 euro, Roma con 609 euro e Bologna con 599 euro. Padova chiude la top five con 490 euro mensili, evidenziando un divario significativo rispetto alle prime posizioni.

Le città più economiche e le difficoltà di accesso

All’estremo opposto si trovano alcune città del Sud Italia. Messina e Catania risultano le più economiche, con una media di 284 euro mensili, le uniche sotto la soglia dei 300 euro. Subito dopo si collocano Perugia con 300 euro, Palermo con 309 euro e Udine con 310 euro. Nonostante i livelli più bassi, anche in questi contesti si registra una crescita costante dei canoni.

Parallelamente, l’analisi evidenzia come l’aumento dei prezzi delle stanze superi quello dei monolocali, fermi a un incremento medio del 22 per cento nei centri con rialzi più contenuti. Questo scenario contribuisce a una crescente difficoltà di accesso al mercato degli affitti, dovuta alla distanza tra i costi richiesti e la capacità di spesa di studenti e giovani lavoratori.

Redazione

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