Dopo l’inaugurazione a Firenze, il Festival dei Cammini di Francesco 2026 ha vissuto un fine settimana di grande successo tra Toscana e Umbria. La manifestazione ha fatto il suo esordio ufficiale ad Arezzo sabato 18 aprile, con un focus strategico sulle potenzialità dei percorsi spirituali, per poi spostarsi domenica 19 aprile nel borgo di Citerna. Qui, tra escursioni naturalistiche e il “sold out” per l’incontro con lo storico dell’arte Jacopo Veneziani, il festival ha confermato la sua capacità di attrarre un pubblico eterogeneo, unendo la riflessione istituzionale alla valorizzazione del patrimonio paesaggistico dell’Alta Valle del Tevere.
Il Cammino come leva di sviluppo ad Arezzo
La tappa aretina, ospitata presso il Museo Nazionale di Arte Medievale e Moderna, ha segnato l’ingresso formale del capoluogo nel circuito del Festival. L’incontro, intitolato “Il Cammino di Francesco tra sfide e opportunità”, ha visto il coinvolgimento diretto del Ministero della Cultura e delle massime autorità religiose del territorio. Al centro del dibattito, il ruolo del cammino non solo come itinerario di fede, ma come vera e propria infrastruttura culturale capace di generare ricadute economiche e sociali positive per l’intera regione.
Monsignor Andrea Migliavacca, vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, e monsignor Luciano Paolucci Bedini, delegato della Conferenza Episcopale Umbra per i cammini, hanno dialogato con i rappresentanti delle fondazioni locali, tra cui Progetto Valtiberina e Arezzo Intour. Il confronto ha delineato una strategia comune per rafforzare la rete dei cammini, puntando su una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni e realtà impegnate nella promozione turistica e territoriale.
Escursionismo e arte nella tappa di Citerna
Domenica la manifestazione si è spostata nell’Alta Valle del Tevere per una giornata all’insegna del dinamismo. La mattinata è stata dedicata all’Anello della Val Cerfone, un’escursione organizzata con il Circolo degli Esploratori che ha toccato il Museo di Monterchi prima di far ritorno a Citerna. Nel pomeriggio, la Chiesa di San Francesco ha ospitato l’intervento di Jacopo Veneziani, che ha incantato la platea analizzando l’evoluzione dell’iconografia francescana nei secoli.
“Ogni epoca ha aggiunto un tassello di sé alla figura di San Francesco”, ha spiegato Veneziani, sottolineando la modernità del Santo. Lo studioso ha descritto Francesco come un “visionario contemporaneo”, citando la sua apertura al ruolo delle donne nella Chiesa e la sua sensibilità ecologica, che lo rende simile a un attivista dei giorni nostri. Questo legame tra fede, arte e attualità ha rappresentato uno dei momenti più seguiti dell’intero weekend.
Prossimo appuntamento ad Assisi per la Giornata della Terra
Il viaggio del Festival non si ferma e punta ora verso il cuore del francescanesimo. Mercoledì 22 aprile, in coincidenza con la Giornata della Terra, la manifestazione farà tappa ad Assisi. La giornata sarà interamente dedicata al rapporto tra uomo, natura e spiritualità, temi cardine del messaggio francescano che oggi assumono una rilevanza globale nella sfida alla crisi climatica e nella ricerca di un nuovo equilibrio con l’ambiente.
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