Il Governo non prevede la chiusura dei tribunali di Terni e Spoleto, nonostante le ipotesi di riorganizzazione della geografia giudiziaria avanzate dall’Associazione nazionale magistrati (Anm). A chiarirlo è stato il sottosegretario al Ministero dell’Interno Emanuele Prisco, che ha confermato come, allo stato attuale, non sia all’ordine del giorno alcun intervento di ridimensionamento delle sedi giudiziarie umbre. La dichiarazione arriva dopo una verifica con gli uffici del Ministero della Giustizia, in un contesto di dibattito nazionale sulla possibile chiusura dei tribunali con organici ridotti.
“Ho fatto una verifica anche con gli uffici del ministero della giustizia e non è all’ordine del giorno del governo tagliare né il tribunale di Terni né quello di Spoleto”, ha assicurato Prisco, riferendosi alla proposta dell’Anm che prevede la soppressione degli uffici giudiziari con meno di 30 giudici e dieci pubblici ministeri.
Secondo quanto spiegato dal sottosegretario, l’indirizzo dell’esecutivo va nella direzione opposta rispetto a eventuali riduzioni. “Entro l’anno – ha aggiunto Prisco – si completeranno gli organici in tutta Italia della magistratura ed è previsto anche il completamento degli organici amministrativi di tribunale e procura di Spoleto”. Un piano che punta a rafforzare la funzionalità del sistema giudiziario attraverso il potenziamento delle risorse umane.
L’obiettivo dichiarato è quello di garantire una giustizia efficiente e accessibile, capace di rispondere alle esigenze di cittadini e imprese. In questo senso, il rafforzamento degli organici rappresenta uno degli strumenti principali per migliorare i tempi e la qualità del servizio giudiziario.
Il sottosegretario ha inoltre ribadito la centralità del rapporto tra giustizia e territorio. “Questo significa che si continua a investire sulla giustizia, una giustizia vicina ai cittadini e che possa avere tutti gli strumenti per dare le risposte che cittadini e imprese aspettano”, ha dichiarato, sottolineando la volontà di mantenere una presenza capillare delle istituzioni giudiziarie.
“Non è quindi all’ordine del giorno del governo questo tipo di azione – ha ribadito Emanuele Prisco – anzi l’imprinting del governo è costruire una giustizia sempre più vicina ai cittadini. Poi sarebbe impensabile togliere da un capoluogo di provincia una sede giudiziaria”.
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