Truffava extracomunitari promettendo patenti facili: condannato a due anni

La Corte d'Appello di Perugia esclude la tenuità del fatto per un uomo che ingannava extracomunitari vulnerabili promettendo corsie preferenziali presso la Motorizzazione

Corte d'appello Perugia

La Corte d’Appello di Perugia ha confermato la condanna a due anni di reclusione nei confronti di un uomo ritenuto responsabile di aver truffato più cittadini extracomunitari, promettendo loro di facilitare il conseguimento della patente di guida attraverso presunti agganci istituzionali. La sentenza di secondo grado chiude definitivamente ogni spiraglio per la difesa, respingendo l’applicazione dell’articolo 131-bis del codice penale sulla particolare tenuità del fatto.

Il meccanismo della truffa

L’imputato si presentava alle vittime come un intermediario dotato di conoscenze privilegiate, millantando contatti diretti “negli uffici della Motorizzazione e della Questura”. Attraverso questa copertura fittizia, prometteva un iter agevolato per superare gli esami e ottenere la patente, richiedendo in cambio somme considerevoli: 2.500 euro in un caso, 1.400 euro in un altro. Le somme venivano incassate, ma nessuna patente veniva mai conseguita. L’intera costruzione era, secondo i giudici, un artificio finalizzato esclusivamente all’appropriazione illecita di denaro.

Vittime in condizioni di fragilità economica

Un fattore determinante nella valutazione della Corte è il profilo delle persone offese. Si trattava di cittadini stranieri, spesso in situazioni di precarietà economica e con una conoscenza limitata delle procedure amministrative italiane. Per queste persone, la patente non rappresentava un semplice documento, ma uno strumento concreto di integrazione sociale e accesso al mercato del lavoro. È proprio su questa aspettativa legittima che l’imputato ha costruito il suo schema illecito, trasformando un bisogno reale in un’opportunità di guadagno illecito.

Reiterazione delle condotte: nessuna occasionalità

La difesa aveva sostenuto, in sede di appello, l’applicabilità dell’istituto della non punibilità per particolare tenuità del fatto, facendo leva sull’assenza di precedenti penali e sulla presunta occasionalità delle condotte. La Corte ha respinto entrambe le argomentazioni. Gli episodi si sono ripetuti più volte nello stesso arco temporale, con modalità sostanzialmente identiche, configurando una reiterazione sistematica incompatibile con qualsiasi lettura episodica del comportamento. La mancanza di precedenti penali, da sola, non è sufficiente a escludere la punibilità quando la condotta presenta un’offensività concreta e strutturata.

Le minacce dopo le denunce

Il quadro si è aggravato ulteriormente per via del comportamento tenuto dall’imputato dopo che le vittime si erano rivolte alle autorità. L’uomo le avrebbe contattate intimando loro di ritirare le denunce, con un’affermazione diretta riportata agli atti: “Non avete prove a mio carico”. I giudici hanno definito questo atteggiamento di “particolare gravità“, evidenziando come rifletta la volontà di esercitare pressione su persone già danneggiate, aggravando ulteriormente il profilo di offensività complessiva della condotta.

La decisione e i principi giurisprudenziali applicati

Nel motivare la sentenza, la Corte d’Appello ha elencato una pluralità di elementi ostativi al riconoscimento della tenuità: la reiterazione degli episodi, l’entità del danno economico, il contesto di vulnerabilità delle vittime e le successive intimidazioni. La pronuncia si inserisce in un orientamento giurisprudenziale consolidato, che esclude margini di tolleranza quando il reato si fonda sullo sfruttamento della fragilità altrui e sull’abuso di fiducia in settori legati all’accesso a servizi fondamentali.Pat

Redazione

Seguici su

Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti

Articoli correlati

Il procedimento per la morte del giovane di Fabriano, ucciso il 18 ottobre a Perugia,...
Il gup Giorgio Margheri ha assolto l’uomo alla guida del furgone che nel marzo 2024...
Il colonnello Ivan Riccio assume la guida dell’Arma provinciale e indica prevenzione, contrasto ai reati...

Altre notizie