Si è svolto il 27 marzo 2026 all’Università degli Studi di Perugia, presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali, il convegno promosso dalla Cisl Università Umbria dal titolo “Dal precariato alla stabilità …e ritorno?”, con l’obiettivo di analizzare l’evoluzione del lavoro precario e le prospettive future. All’iniziativa, organizzata dalla segretaria generale Letizia Pietrolata, hanno partecipato rappresentanti del mondo accademico, sindacale e istituzionale, tra cui il rettore Massimiliano Marianelli.
L’incontro ha rappresentato un momento di confronto sul tema dell’instabilità occupazionale, sempre più diffusa in diversi settori produttivi. Il messaggio centrale emerso dal convegno è stato sintetizzato nello slogan “Nessuno deve rimanere da solo”, a sottolineare l’importanza di strumenti di tutela e inclusione nel mercato del lavoro.
Nel corso dell’evento, moderato da Vincenzo Silvestrelli del consiglio generale Fnp Cisl Umbria, è stato ricostruito il percorso storico delle stabilizzazioni degli anni ’90. Luigi Fabiani, già segretario generale della Cisl Università Umbria, ha ripercorso le tappe che portarono alla regolarizzazione di numerosi lavoratori precari, ricordati come “i precari agricoli”, grazie a processi di partecipazione e concertazione durati oltre un decennio.
Un tema che, secondo il sindacato, mantiene oggi una forte attualità. “È una storia che non solo si ripete, ma che con il tempo è diventata sempre più preoccupante e diffusa in vari settori. Oggi il precariato non è stato risolto, anzi caratterizza il mercato del lavoro. Il dato sta aumentando – afferma Manzotti – per la crisi del mercato manifatturiero che stiamo attraversando. Il turismo e l’agricoltura trainato l’economia umbra e spesso in questi settori l’occupazione è precaria, flessibile, stagionale. Il contesto regionale sta invecchiando e i millennials che faranno il loro ingresso nel mercato lavoro hanno esigenze diverse dai lavoratori di oggi. I giovani sono stanchi dei tirocini a vita. Noi a loro dobbiamo dare risposte”.
Il fenomeno del precariato viene quindi descritto come strutturale, con una crescita legata ai cambiamenti economici e demografici della regione. L’attenzione si è concentrata in particolare sulle nuove generazioni, protagoniste di un mercato del lavoro in trasformazione e caratterizzato da maggiore instabilità.
Su questo punto si è soffermato anche il professor Roberto Segatori, che ha evidenziato le trasformazioni sociali e le nuove esigenze dei giovani lavoratori. A seguire, gli interventi dei rappresentanti sindacali hanno approfondito le possibili strategie per affrontare il fenomeno.
Valerio Natili, Serena Bergamaschi e Luca Minestrini hanno ribadito il ruolo centrale della contrattazione e della partecipazione, indicando questi strumenti come fondamentali per garantire tutele e migliorare le condizioni occupazionali. Il rafforzamento del dialogo tra lavoratori, imprese e istituzioni è stato indicato come leva principale per contrastare la precarietà.
Il convegno ha così messo in evidenza un quadro complesso, in cui il lavoro stabile rappresenta ancora una sfida aperta, richiedendo interventi coordinati e politiche mirate per rispondere alle esigenze di un mercato in continua evoluzione.
Seguici su
Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.