Influenza, aumentano i casi al pronto soccorso di Perugia

Il pronto soccorso dell'ospedale di Perugia registra un afflusso in crescita del 20% a causa dell'influenza, con un'alta positività al virus.

L’ospedale di Perugia ha registrato un notevole aumento di accessi al pronto soccorso a causa dell’influenza, con circa l’80% dei 200 pazienti sottoposti al test molecolare mirato risultati positivi al virus. Il sistema di rilevazione molecolare della struttura di microbiologia è stato spostato nella prima linea del pronto soccorso, consentendo analisi rapide e precise dei test.

Il direttore del pronto soccorso, Paolo Groff, ha dichiarato all’ANSA che l’afflusso di pazienti è aumentato di circa il 20% rispetto ai giorni normali. Groff ha evidenziato come la positività all’influenza sia stata “altissima” negli ultimi giorni, con i test che permettono di identificare i vari ceppi influenzali e virus che colpiscono l’apparato respiratorio. Gli anziani sono i più esposti al rischio di complicanze, come polmoniti, ma anche adulti e giovani presentano sintomi influenzali meno gravi, ma comunque rilevanti.

Nonostante l’aumento dei casi di influenza, Groff ha confermato che sono ancora pochi i casi di Covid-19 riscontrati, con i pazienti positivi al virus in numero sporadico. Il direttore ha sottolineato come l’influenza abbia aumentato in modo significativo la pressione sui servizi ospedalieri, con un “aumento consistente” anche nelle strutture dell’Usl Umbria 1, dove i casi di polmoniti sono stati particolarmente rilevanti.

I dati provenienti dall’ospedale di Terni, tra il 1° e il 6 gennaio, indicano un tasso di circa il 4% di polmoniti tra le persone giunte al pronto soccorso, con quasi una quarantina di casi accertati. Anche nei pronto soccorso dell’Usl Umbria 2, in particolare all’ospedale di Foligno, si è registrato un significativo aumento degli accessi, con oltre 200 accessi giornalieri legati a problematiche respiratorie e complicanze severe, come polmoniti causate dal virus influenzale.

Questi numeri potrebbero essere ancora sottostimati, poiché molte sindromi influenzali potrebbero essere state classificate sotto altre categorie al triage. La crescita dei casi influenzali ha comportato anche un aumento dei ricoveri, che ha messo sotto stress i reparti ospedalieri.

Redazione

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