Svincolo di Ponte San Giovanni, approvato il progetto di maxi riqualificazione

Via libera in commissione urbanistica al piano da 60 milioni. Zuccherini: “Intervento inevitabilmente impattante, ma necessario. Confronto con Anas sempre aperto”

È stato approvato all’unanimità dalla commissione Urbanistica del Comune di Perugia il progetto definitivo per la riqualificazione dello svincolo di Ponte San Giovanni, uno degli snodi stradali più critici dell’Umbria. Il piano, che comporta una variante al Piano regolatore, sarà discusso nella conferenza di servizi del 3 dicembre e ha già ottenuto riconoscimento a livello nazionale, con un investimento stimato di circa 60 milioni di euro.

L’opera mira ad ampliare rampe e cavalcavia, alleggerendo la congestione stradale tra Ponte San Giovanni, Balanzano e Collestrada. Il progetto è il frutto di anni di elaborazioni e aggiornamenti, sempre in stretto confronto con Anas, come ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici Francesco Zuccherini, che ha garantito che verranno attuati interventi per mitigare i disagi inevitabili durante il lungo periodo di cantiere, previsto in circa tre anni.

Le criticità sollevate in commissione

Durante la seduta non sono mancate le perplessità, in particolare da parte dell’opposizione. Leonardo Varasano ha espresso dubbi sulla reale durata del cantiere e sugli effetti sulla viabilità secondaria, mentre Nilo Arcudi ha chiesto chiarimenti su monitoraggi ambientali, abbattimenti e compensazioni. Entrambi hanno sottolineato la necessità di un controllo attento dell’andamento dei lavori.

Dal fronte della maggioranza, Fabrizio Ferranti ha sottolineato l’importanza di un’opera già finanziata che potrà migliorare sensibilmente la viabilità, richiamando però l’attenzione sulla gestione attenta del cantiere e sulla necessità di barriere antirumore lungo l’intero tracciato.

Anche Paolo Befani (FdI) ha posto l’accento sulla “bretellina” di Balanzano e sui due sottopassi previsti, chiedendo maggiori tutele per le abitazioni soggette a espropri temporanei, un aspetto sul quale è intervenuto anche Franco Marini, dirigente comunale, confermando che Anas gestirà direttamente le pratiche, con il Comune pronto a supportare i cittadini.

Prescrizioni e proposte di modifica

Il consigliere Federico Balducci (Pd) ha definito l’opera necessaria ma non risolutiva, chiedendo prescrizioni puntuali su barriere antirumore, completamento della bretellina, studio aggiornato sulla viabilità E45, definizione precisa delle ricadute sulla rete locale e revisione del cronoprogramma.

Anche l’opposizione, pur favorevole, ha chiesto compensazioni ambientali, misure contro le polveri e attenzione alle demolizioni, come evidenziato da Margherita Scoccia e Edoardo Gentili, quest’ultimo preoccupato dalla sovrapposizione con altri cantieri, come quello del Metrobus.

Zuccherini: “Confronto aperto anche dopo la conferenza”

Nelle repliche, l’assessore Zuccherini ha assicurato che molte delle prescrizioni comunali sono già incluse nel parere tecnico che sarà presentato nella conferenza di servizi. Ha anche anticipato che Anas ha avviato uno studio trasportistico per individuare percorsi alternativi durante le fasi critiche del cantiere. Particolare attenzione sarà posta anche agli interventi sulle scarpate di via Catanelli, via San Bartolomeo e via Bochi per evitare restringimenti della viabilità locale.

Zuccherini ha inoltre ribadito la volontà di proseguire il dialogo con Anas anche dopo la conferenza, per garantire un’attuazione condivisa e compatibile con le esigenze della città.

Il nodo contestato: la posizione dei comitati

Durante la seduta è intervenuto anche il coordinamento “Sciogliamo il Nodo”, che riunisce oltre 20 comitati e associazioni. Il gruppo sostiene il raddoppio delle rampe, ritenendolo un intervento utile, rapido e poco costoso, ma contesta il cosiddetto “Nodino”, un progetto parallelo di viabilità alternativa che, secondo i comitati, non ridurrebbe significativamente il traffico (solo 4-11% in base agli scenari ufficiali) e comporterebbe forti impatti ambientali: scavi in aree protette, consumo di suolo agricolo, cantieri prolungati con ricadute sulla viabilità locale.

Il coordinamento chiede che prima di qualsiasi ulteriore opera, si completi l’attuale progetto sulle rampe, si migliori la sicurezza della E45 e si realizzino barriere antirumore, rimandando ogni altra valutazione ai risultati effettivi ottenuti.

Redazione

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