Cascia fulcro di una maxitruffa con le criptovalute: 30.000 truffati

Partita da Cascia, l'inchiesta sulla truffa DT Coin coinvolge oltre 30 mila investitori e un guadagno illecito di 36 milioni di euro. Venticinque indagati rischiano il rinvio a giudizio.

Un’inchiesta da milioni di euro ha portato alla luce una delle più grandi truffe legate al mondo delle criptovalute, che ha visto coinvolti oltre 30 mila investitori in tutto il mondo. La truffa, che prende il nome di DT Coin, è partita dalla città di Cascia e ha coinvolto una rete commerciale internazionale che prometteva guadagni facili, ma che, secondo l’indagine della Procura di Spoleto, nascondeva un vero e proprio schema piramidale.

Dal 2019 al 2023, i truffatori, attraverso una serie di società con sede in Italia, Inghilterra e Malta, hanno creato un sistema che promuoveva l’acquisto di una moneta virtuale, il DT Coin. “Assicurati un guadagno per la vita”, recitava lo slogan utilizzato per attirare gli investitori. Si promettevano guadagni compresi tra il 5 e il 12% in base all’entità dell’investimento, utilizzando come garanzia iniziale il commercio di diamanti, per poi passare al commercio di Big Data.

In realtà, come emerso dalle indagini, nessun guadagno è mai stato effettivamente realizzato per gli investitori. La somma che doveva essere reinvestita in guadagni virtuali finiva invece sui conti correnti di soci e dirigenti delle società coinvolte. I guadagni, infatti, venivano utilizzati per acquistare beni di lusso come auto, moto, barche, case e criptovalute, in un sistema di autoriciclaggio.

Secondo la Procura di Spoleto, la truffa ha generato un guadagno illecito di oltre 36 milioni di euro, con una ventina di vittime che hanno denunciato di non aver mai visto un centesimo del denaro investito. L’indagine è stata condotta dai nuclei speciali di polizia valutaria di Milano, Roma e Perugia, con il supporto della Guardia di Finanza.

Gli indagati sono complessivamente 25, tra cui spicca il nome di Daniele Marinelli, un informatico romano residente a Cascia, considerato il capo della rete. L’inchiesta si è conclusa con l’accusa di truffa, abusivismo finanziario, autoriciclaggio e appropriazione indebita, e si va verso la richiesta di rinvio a giudizio per i coinvolti. Gli inquirenti definiscono l’operazione come “una delle maggiori truffe legate alle criptovalute mai scoperte in Italia”.

Il DT Coin veniva promosso tramite una rete di siti internet, app e canali Telegram, che incentivavano l’acquisto e il commercio della moneta virtuale, garantendo il suo valore crescente e la sua riconvertibilità in denaro. Tuttavia, i truffati non sono mai riusciti a ottenere il denaro investito, mentre i proventi venivano reinvestiti in beni di lusso per i responsabili del raggiro.

Redazione

Seguici su

Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti

Articoli correlati

Il procedimento per la morte del giovane di Fabriano, ucciso il 18 ottobre a Perugia,...
Il gup Giorgio Margheri ha assolto l’uomo alla guida del furgone che nel marzo 2024...
Il colonnello Ivan Riccio assume la guida dell’Arma provinciale e indica prevenzione, contrasto ai reati...

Altre notizie