Una notte di divertimento si è trasformata in una tragedia senza senso a Perugia, dove Hekuran Cumani, 23 anni, è stato accoltellato a morte nelle prime ore del mattino di sabato 18 Ottobre nel parcheggio della facoltà di Matematica dell’Università. L’allarme è scattato intorno alle 4.30 dopo la segnalazione di una lite tra più persone: quando i soccorsi sono arrivati, per il giovane non c’era più nulla da fare.
Secondo le prime ricostruzioni, nel corso di una rissa scoppiata per futili motivi, un ragazzo – al momento non ancora identificato – avrebbe colpito Hekuran al torace con un coltello, ferendolo mortalmente.
Un ragazzo solare e rispettoso
Hekuran Cumani, italiano di origini albanesi, era nato e viveva a Fabriano, dove la notizia della sua morte ha sconvolto l’intera comunità. Il giovane era appassionato di palestra e tatuaggi, e trascorreva spesso i weekend a Perugia insieme agli amici.
“Era un ragazzo tranquillo, dal cuore d’oro, che non cercava casini”, racconta il cugino intervistato da Umbria24. “Venivano a divertirsi, è sempre andato a Perugia ma non era uno che cercava rogne.”
Anche gli amici lo ricordano con commozione: “Era un bravo ragazzo, rispettoso, davvero una persona d’oro”, dice un collega di lavoro. “Lavoravamo insieme d’estate, e stavo sempre bene quando ero con lui. Gli piaceva viaggiare, andare in palestra e tatuarsi: stava per farsene uno nuovo il 22 di questo mese.”
Le parole dei suoi amici trovano eco sui social, dove centinaia di messaggi e commenti di cordoglio stanno invadendo l’ultimo post pubblicato dal ragazzo su Instagram. Tutti lo descrivono come una persona dolce, socievole, lontana da ogni forma di violenza.
Secondo quanto ricostruito, Hekuran aveva trascorso la serata con un gruppo di amici e potrebbe aver partecipato a un evento organizzato al locale 100Dieci, in via Alessandro Pascoli, non lontano dal luogo del delitto.
La serata, iniziata come tante altre, si è conclusa nel modo più tragico, con una lite degenerata in pochi istanti. Sull’episodio indagano i carabinieri e la procura di Perugia, che stanno cercando di identificare l’aggressore e ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.
Oltrea Perugia, anche la città di Fabriano si è stretta intorno alla famiglia Cumani. “Fabriano è attonita di fronte alla tragedia che ha coinvolto un nostro giovane concittadino” – ha dichiarato la sindaca Daniela Ghergo – “La brutale violenza che spezza una giovane vita rappresenta l’aberrazione dei principi su cui si fonda la nostra convivenza civile. Esprimo vicinanza e cordoglio alla sua famiglia, anche a nome dell’amministrazione comunale, in un momento in cui le parole lasciano spazio al silenzio e al rispetto di un’intera comunità.”
Nel suo ricordo, amici e parenti parlano di un ragazzo semplice, sempre sorridente, che amava la vita e le persone che lo circondavano. Una giovane esistenza spezzata troppo presto, nel cuore della notte, da una violenza ingiustificata che lascia solo dolore e incredulità.
La reazione della Lega
In una nota Riccardo Augusto Marchetti, Segretario della Lega Umbria, e Lorenzo Mattioni, Commissario della Lega Perugia dicono: “Ci troviamo costretti, ancora una volta, a sottolineare che chi amministra oggi la città dovrebbe intervenire con concretezza. È giunto il momento di ammettere che a Perugia è in atto un’escalation di violenza che non trova confronto nel recente passato e che non è accettabile.
Di fronte a quanto sta accadendo, è necessario che chi governa la città adotti le massime precauzioni, impieghi quante più risorse sul campo e manifesti la massima fermezza, con azioni e parole coerenti con la gravità di una situazione che sta costringendo i perugini a vivere nel terrore. Un ragazzo ci ha lasciato: ci siano reazioni conseguenti da parte della giunta Ferdinandi. Rivolgiamo un ringraziamento alle Forze dell’Ordine, punto di riferimento fondamentale per la nostra comunità, e confidiamo che il loro lavoro possa portare al più presto all’individuazione del colpevole.”
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