Un cantiere di pace aperto agli uomini di buona volontà: con queste parole padre Enzo Fortunato ha definito l’edizione 2025 della Marcia PerugiAssisi, durante un incontro a Perugia promosso da Articolo 21. L’evento si inserisce nell’ambito dell’Assemblea dell’Onu dei popoli, che per giorni ha animato il capoluogo umbro con riflessioni, dibattiti e appelli in difesa della pace e dei diritti umani.
Quest’anno, per la prima volta, oltre duemila bambini marceranno da Bastia Umbra a Santa Maria degli Angeli, dove deporranno “ai piedi di Maria e di San Francesco il sogno dell’umanità: la pace”. È stato lo stesso padre Fortunato, direttore della Rivista Piazza San Pietro e presidente del Pontificio Comitato per la Giornata mondiale dei bambini, ad annunciarlo con profonda emozione.
“Dobbiamo lasciarci educare dai piccoli, che ci inchiodano alle nostre responsabilità”, ha dichiarato il francescano parlando con i giornalisti, ricordando il ruolo centrale dei più giovani nella costruzione di una società pacifica e consapevole.
“Disarmare le parole” per difendere la verità
Durante l’incontro promosso da Articolo 21 e intitolato “Disarmare le parole per disarmare le menti per disarmare la terra”, è stato esposto uno striscione con una scritta che non lascia spazio all’ambiguità: “You don’t kill information”. Sullo sfondo, i nomi dei 245 giornalisti uccisi nel conflitto tra Israele e Palestina dal 7 ottobre ad oggi, in un tragico tributo alla libertà di stampa calpestata nei teatri di guerra.
Lo striscione sarà portato anche durante la Marcia della Pace, che domenica percorrerà il cammino tracciato da Aldo Capitini, simbolo italiano della nonviolenza. L’iniziativa ha segnato anche il lancio di una nuova campagna a sostegno dei cronisti palestinesi, presentata dal coordinatore nazionale di Articolo 21 Giuseppe Giulietti.
“Riarmare i giornalisti” – ha spiegato Giulietti – significa ridare loro strumenti per poter raccontare liberamente, perché oggi l’accesso a Gaza è ancora vietato alla stampa occidentale, nonostante la tregua”. Un’azione provocatoria nel nome del diritto all’informazione, che punta a coinvolgere istituzioni, associazioni e la Tavola della Pace.
La testimonianza di chi ha perso tutto
Tra gli interventi più toccanti, quello di Safwat Kahlout, giornalista palestinese residente in Umbria, che ha ricordato i colleghi uccisi a Gaza. “Non è un accordo di pace, ma una resa voluta da americani e israeliani – ha detto –. I miei colleghi sono entrati dove era proibito, per raccontare la verità. E hanno pagato con la vita”.
Kahlout ha denunciato anche il silenzio della comunità internazionale, che – a suo dire – ha permesso che gli attacchi continuassero indisturbati. “Andiamo avanti per la vera pace e per la libertà di espressione”, ha concluso con fermezza.
Le istituzioni umbre al fianco della marcia
Hanno portato il loro saluto anche Massimiliano Presciutti, presidente della Provincia di Perugia, Maria Rita Paggio, segretaria della Cgil Umbria, e Luca Benedetti, presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Umbria, che hanno ribadito l’importanza di difendere la democrazia attraverso il pluralismo dell’informazione e la partecipazione civile.
La Marcia PerugiAssisi, prevista per domenica, si preannuncia così non solo un appuntamento di testimonianza ma anche un momento di impegno concreto per i diritti, la giustizia e la libertà. Un cammino che quest’anno, più che mai, mette al centro i bambini e la verità, come strumenti per disarmare un mondo ancora attraversato da conflitti e silenzi colpevoli.
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