Un piccolo frammento, ma dal valore immenso, è custodito da almeno sette secoli nella parrocchia di Santa Maria di Colle, nel quartiere perugino di via dei Filosofi. Si tratta di un pezzo della Santa Croce, la stessa su cui, secondo la tradizione cristiana, fu crocifisso Gesù Cristo. Una reliquia autentica, certificata dal Vaticano e da due vescovi, che per anni è rimasta quasi nell’ombra, mai pubblicizzata né celebrata con solenni festeggiamenti, come avviene ad esempio per il Santo Anello o la Sacra Spina. Ne parla il Corriere dell’Umbria.
La riscoperta, spiega il quotidiano, è avvenuta quasi per caso, durante l’omelia della scorsa domenica, in occasione della ricorrenza della “scoperta” della Croce a Gerusalemme. Don Pietro Ortica, parroco da 45 anni e sacerdote dal 1969, ha raccontato ai fedeli la storia di sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino, che nel 326 d.C. fece scavare il Golgota per trovare la croce di Cristo. “Si racconta che – ha detto – furono recuperati più pezzi di legno e che uno solo di questi ebbe il potere di guarire i malati e far risorgere i morti”. Dopo una pausa significativa, don Pietro ha aggiunto: “Ma anche noi abbiamo un pezzo di quella croce”.
Lo stupore tra i presenti è stato palpabile. Alcuni ne erano a conoscenza, altri si sono guardati con sorpresa. Il parroco ha quindi spiegato che la reliquia è custodita in una teca, in un luogo sicuro, e viene esposta solo una volta all’anno, proprio in occasione di questa ricorrenza. “In rete si trovano città che vantano pezzi della Santa Croce, ma Perugia non viene mai citata. Bene, adesso sapranno che ci siamo anche noi“, ha sottolineato.
Le origini della parrocchia di Santa Maria di Colle risalgono almeno al XIII secolo. Alcuni storici ne fanno risalire la fondazione all’elezione di Papa Onorio III nel 1216, altri collocano l’attribuzione del titolo di parrocchia tra il 1285 e il 1366. La chiesa attuale, situata in via dei Filosofi, fu edificata nel 1957, mentre la sede originaria si trovava in corso Cavour, nell’attuale Auditorium Marianum.
Purtroppo, un incendio nel 1913 ha distrutto l’archivio parrocchiale, facendo scomparire molti documenti storici. Tuttavia, due attestazioni fondamentali sono sopravvissute. La prima è del 1760, redatta dall’arcivescovo Francesco Riccardo Ferniani, il quale conferma l’autenticità della reliquia: “Contiene un frammento del legno della Croce della Crocifissione di Gesù Cristo, riconosciuto ufficialmente con privilegio presso l’Illustrissimo e Reverendissimo Monsignor Domenico Giordani, vicario della città di Roma”.
La seconda, ancora più dettagliata, risale al 1858, quando il vescovo di Assisi Luigi Landi-Vittorj, vicino a Papa Pio IX, stilò un inventario delle reliquie custodite dalla parrocchia. Tra queste, oltre al frammento della Santa Croce e a quello della colonna della flagellazione, compaiono anche la veste battesimale della Vergine Maria, il mantello di San Giuseppe, le ossa di San Pietro e San Paolo, il cilicio di Santa Chiara d’Assisi, e reliquie di numerosi altri santi.
“Nel Medioevo ogni chiesa possedeva numerose reliquie, anche minuscole”, ha ricordato don Pietro, “ma questa è di grande importanza e valore spirituale, anche per la sua documentazione storica”.
La riscoperta di questo tesoro di fede rappresenta non solo un’occasione di riscoperta religiosa per la comunità, ma anche un momento di valorizzazione del patrimonio culturale e spirituale di Perugia. Un frammento che, pur nella sua piccolezza, racchiude secoli di devozione, storia e mistero.
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