Una festa a Trestina, frazione di Città di Castello, si è trasformata in una spedizione punitiva. A seguito di un’articolata indagine coordinata dalla Procura di Perugia, la Polizia di Stato ha denunciato sei giovani – due maggiorenni, un 21enne e una 18enne, e quattro minorenni – ritenuti responsabili in concorso di danneggiamento, lesioni personali aggravate, percosse, violenza privata e possesso ingiustificato di armi improprie.
La ricostruzione dei fatti
L’aggressione risale alla notte del 2 agosto. Una chiamata al 112 aveva segnalato una violenta rissa in via Lambruschini, dove un gruppo di ragazzi si era scagliato contro alcuni coetanei utilizzando pietre, bottiglie, bastoni e spranghe. Quando la Volante era arrivata sul posto, gli aggressori si erano già dileguati, ma sul terreno erano rimasti cocci di vetro, pietre e fazzoletti intrisi di sangue, testimonianza della violenza appena consumata.
Le indagini e le testimonianze
Attraverso l’ascolto dei presenti, la visione delle telecamere di sorveglianza e le querele presentate dalle vittime, gli agenti hanno potuto ricostruire la dinamica. Una delle persone aggredite sarebbe stata presa di mira dal gruppo guidato dal 21enne e da un minore, insultata e poi colpita ripetutamente con calci e pugni. Solo l’intervento di un amico le ha permesso di fuggire in auto, evitando conseguenze peggiori.
Poco dopo, il gruppo avrebbe raggiunto nuovamente le vittime, questa volta costringendole contro una staccionata e lanciando pietre. Nella colluttazione non solo i giovani sono rimasti feriti, ma sono state danneggiate anche alcune vetrine di attività commerciali della zona.
Feriti e conseguenze
Le vittime hanno riportato lesioni di varia gravità, la più seria giudicata guaribile in 15 giorni. L’episodio ha destato forte allarme sociale nella comunità di Trestina, inducendo le forze dell’ordine ad accelerare le indagini.
Identificati e denunciati
Gli investigatori hanno infine individuato i presunti responsabili: tra loro, il 21enne già noto alle forze dell’ordine, sottoposto alla misura della permanenza domiciliare. Tutti e sei i giovani sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per i reati contestati.
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