Nodo di Perugia, Anas in audizione. Melasecche: “Serve accelerazione, pronti 500 milioni”

Audizione Anas in Regione: il capogruppo leghista sollecita il via ai lavori per il nodo di Perugia. Pronti 500 milioni, ma serve l'intesa politica tra gli enti.

La situazione del nodo stradale di Perugia torna al centro del dibattito politico e tecnico in Regione Umbria. Durante l’audizione in Seconda Commissione dei dirigenti Anas – l’ing. Anna Maria Nosari, nuovo capo compartimento, e l’ing. Davide Ricci, responsabile delle nuove opere – è emersa con chiarezza la necessità di intervenire con urgenza su più fronti infrastrutturali, a partire dall’adeguamento delle gallerie cittadine e dall’ampliamento delle rampe.

“È emersa drammaticamente la necessità di mettere mano ai tre stralci del Nodo,” ha dichiarato Enrico Melasecche, capogruppo della Lega e vicepresidente della Commissione, sottolineando come le opere siano ormai mature per partire, mancando solo l’ultimo passaggio: il finanziamento da parte del Ministero.

Durante l’incontro, è stato illustrato lo stato del primo stralcio del progetto, Collestrada–Madonna del Piano, la cui progettazione risale alla precedente legislatura. Melasecche ha puntato il dito contro le forze politiche contrarie all’opera: “AVS e M5S continuano a manifestare totale contrarietà per ragioni puramente ideologiche, mentre il PD appare in forte imbarazzo”, ha affermato, definendo il loro atteggiamento “figlio di un patto della poltrona”.

Secondo il consigliere, il progetto ha superato l’intero iter autorizzativo e ora basterebbe una decisione congiunta tra Comune, Provincia e Regione per far partire la conferenza di servizi, aprendo così la strada all’appalto dei lavori. Il ministro Matteo Salvini – ha ricordato Melasecche – ha ribadito la disponibilità ad avviare l’iter di finanziamento da 500 milioni, ma solo se i tre enti locali troveranno un’intesa politica.

Particolare attenzione è stata data alle due gallerie di Perugia, Pallotta e Madonna Alta, entrambe bisognose di interventi di messa a norma. La galleria Pallotta, lunga poco più di un chilometro, verrà ristrutturata con un progetto innovativo che prevede la posa di gusci in cemento armato, con lavori notturni e riapertura del traffico al mattino. L’importo stanziato è di circa 50 milioni di euro, con avvio previsto entro la fine del 2025.

Per la galleria Madonna Alta, l’intervento sarà più tradizionale, con lavori diurni previsti nell’estate del 2026, sfruttando la riduzione del traffico cittadino. In questo caso il costo stimato è di 23 milioni di euro.

Altro capitolo fondamentale riguarda l’ampliamento delle rampe in ingresso e uscita dalle gallerie. “L’adeguamento è indispensabile sia per motivi normativi che per migliorare la fluidità del traffico,” ha spiegato Melasecche. La procedura di gara partirà tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, con lavori programmati per l’estate del 2026 e una durata stimata in tre anni. Anas ha accolto la richiesta di non chiudere lo svincolo di via Adriatica e di installare barriere acustiche lungo il tracciato.

Il vicepresidente della Commissione ha poi sottolineato come le obiezioni sollevate negli anni dai contrari all’opera siano state smentite, in particolare sul fronte ambientale. “Non verrà toccato un solo albero di farnetto del SIC, le radici distano 70 metri dalla galleria. I lavori dureranno 6 anni e mezzo, non 10. Inoltre, l’opera, essendo in variante, non inciderà sul traffico attuale.”

I benefici attesi sono significativi: riduzione del 20% del traffico medio giornaliero e del 44% di quello pesante. Per il secondo stralcio (Madonna del Piano-Silvestrini) è stato già assegnato un finanziamento di 8,5 milioni per la progettazione, in corso presso la società Sintagma. Manca invece il finanziamento per il terzo stralcio (Silvestrini-Corciano), ancora da definire nei dettagli.

Melasecche ha definito “antistorico e talebano” l’atteggiamento della nuova maggioranza perugina, accusata di rallentare lo sviluppo infrastrutturale dell’Umbria. “Se il Nodo fosse stato realizzato nei trent’anni passati, oggi i disagi per i lavori sarebbero minimi,” ha aggiunto. E ha concluso con un monito: “Non basterà la ZES a rilanciare l’Umbria se continuiamo a rinunciare agli investimenti. Le altre regioni approfittano delle nostre esitazioni per accaparrarsi risorse che ci spetterebbero.”

Redazione

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