Una delle operazioni più complesse e durature nel contrasto al traffico internazionale di droga ha portato all’arresto di un cittadino nigeriano di 51 anni nel Regno Unito. L’uomo era latitante da oltre sette anni ed era destinatario di una condanna definitiva a sei anni e sei mesi di reclusione. L’arresto, avvenuto il 19 agosto scorso, è il risultato dell’indagine “Black Passenger”, avviata nel biennio 2008-2009 dalla Procura Generale di Perugia.
L’operazione ha fatto luce su un’organizzazione criminale transnazionale composta da cittadini nigeriani, attiva nel traffico di cocaina tra la Nigeria e l’Italia. Gli indagati operavano dal paese africano, gestendo l’intero processo, dalla selezione e addestramento dei corrieri all’organizzazione dei viaggi verso l’Italia, dove la cocaina veniva nascosta in ovuli ingeriti dai corrieri. Ogni corriere poteva trasportare fino a 1,5 kg di cocaina. I voli settimanali da Lagos a Roma Fiumicino erano il principale canale di trasporto della droga, con le attività di spaccio che interessavano soprattutto le città di Padova e Perugia.
Dopo la condanna definitiva nel 2022, la Procura di Perugia ha emesso 14 ordini di carcerazione e avviato una capillare attività di rintraccio dei latitanti. In stretta collaborazione con la Polizia Penitenziaria e la Divisione Interpol di Roma, sono stati arrestati nove membri dell’organizzazione, inclusi due donne. Il 19 agosto, grazie anche al supporto dell’Interpol di Manchester, è stato localizzato e arrestato il latitante, che nel 2018 aveva lasciato l’Italia dall’aeroporto Marco Polo di Venezia.
Attualmente, il cittadino nigeriano è in attesa di estradizione verso l’Italia, dove dovrà scontare la pena. Questo arresto segna un ulteriore successo nella lotta al narcotraffico internazionale e dimostra l’efficacia della cooperazione internazionale tra le forze di polizia italiane e globali.
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