Corte dei conti: le criticità nella gestione della Regione Umbria nel 2024

Sanità, trasporti, partecipate e personale regionale al centro delle osservazioni. Focus sul disavanzo e la gestione delle risorse

La Corte dei conti ha presentato giovedì, presso la Sala dei Notari di Perugia, il giudizio di parificazione del rendiconto generale della Regione Umbria per il 2024, evidenziando diverse criticità nella gestione regionale. Ogni anno, la Corte analizza la legittimità e la regolarità della gestione del bilancio, proponendo eventuali correttivi per garantire l’equilibrio finanziario e una spesa efficiente. Quest’anno, sono emerse principalmente problematiche in settori chiave come la sanità, i trasporti pubblici, le società partecipate e l’organizzazione del personale regionale.

Sanità

Il settore sanitario, che assorbe oltre l’80% del bilancio regionale, continua ad essere sotto osservazione. Il disavanzo consolidato del sistema sanitario regionale si è ridotto a 34,2 milioni di euro, grazie all’utilizzo di fondi straordinari, partendo da uno squilibrio di 90 milioni. Tuttavia, la cifra inizialmente comunicata di 243 milioni aveva generato confusione, in quanto riferita solo a una parte del sistema sanitario (le aziende sanitarie e ospedaliere), escludendo la Gestione sanitaria accentrata. La Corte ha sollevato anche dubbi riguardo alla manovra fiscale basata sulla cifra iniziale di 243 milioni, nonostante l’amministrazione fosse già a conoscenza delle varie risorse a disposizione. Inoltre, permangono criticità sulla gestione degli incarichi e sull’aumento della spesa per incarichi libero-professionali e farmaci che supera i limiti programmati. La Corte ha sollecitato un impegno strutturale per garantire l’equilibrio finanziario e una maggiore appropriatezza dei servizi sanitari.

Arpa

Rimane aperta la questione del finanziamento dell’Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) attraverso i fondi sanitari, una problematica che coinvolge anche altre Regioni. La Corte ha deciso di sospendere il giudizio su questo punto in attesa di una decisione della Corte costituzionale, prevista per settembre.

Trasporti

Anche il settore dei trasporti pubblici ha suscitato preoccupazioni. La Corte ha ricordato che i servizi di trasporto sono affidati in proroga da oltre dieci anni, una situazione che non rispetta i principi europei sulla concorrenza. Nonostante sia in corso la gara per l’affidamento dei servizi su gomma a partire dal 30 giugno 2026, la Regione è in ritardo nell’adozione degli atti programmatori necessari, come il Piano regionale dei trasporti. Il presidente della Sezione regionale di controllo, Antonello Colosimo, ha evidenziato che la comunità umbra ha diritto a un trasporto pubblico legittimo e ha fatto un plauso alla giunta per non aver modificato la divisione in quattro lotti, voluta dalla precedente amministrazione.

Partecipate e gestione delle risorse

Le società partecipate sono rimaste sotto osservazione, con criticità sollevate riguardo ai finanziamenti all’aeroporto regionale tramite Sviluppumbria, senza una documentazione chiara sul piano industriale. In particolare, l’aeroporto Sase è stata l’unica partecipata a registrare una perdita nel 2024.

Organizzazione del personale

La Corte ha sottolineato la necessità di una maggiore omogeneità nell’organizzazione della macchina regionale, evidenziando l’importanza di coprire i ruoli dirigenziali e le posizioni di alta qualificazione vacanti. Sono stati rilevati anche problemi con incarichi prorogati oltre i limiti previsti e con l’esternalizzazione di consulenze legali nonostante la presenza di strutture interne. È stato evidenziato anche l’obbligo di monitorare costantemente l’effetto delle riorganizzazioni, in particolare in relazione agli obiettivi del Pnrr.

Bilancio e risultati economici

Nel complesso, la Regione ha chiuso il bilancio con un risultato economico positivo, seppur in calo rispetto all’anno precedente. Le entrate e le spese si sono attestate intorno ai 5 miliardi di euro, con una spesa per la sanità che ha pesato per oltre il 75% delle uscite. L’indebitamento regionale è sceso a 463 milioni, con un record nella recupero dell’evasione sulla tassa automobilistica. Tuttavia, permangono dubbi sulla gestione dei crediti, soprattutto verso enti in liquidazione e società partecipate.

Le leggi e la trasparenza

Nel 2024, la Regione ha approvato 29 leggi, ma la Corte ha richiamato l’attenzione sulla qualità delle relazioni tecniche, che spesso non forniscono chiarezza sulle coperture e le quantificazioni. È stata segnalata anche una crescente dipendenza dall’uso di accantonamenti nei fondi speciali come tecnica di copertura.

Redazione

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