Le carceri dell’Umbria sono sotto pressione, con condizioni ambientali e di lavoro che stanno raggiungendo livelli insostenibili. L’avvocato Giuseppe Caforio, Garante della Regione per i detenuti, ha lanciato un allarme in merito alla situazione all’interno degli istituti penitenziari, sottolineando come il caldo estremo stia gravemente compromettendo la salute dei detenuti, in particolare quelli affetti da malattie cardiache e oncologiche. La carenza di personale e il sovraffollamento delle strutture penitenziarie contribuiscono ulteriormente a un quadro già di per sé critico, con le celle sovraffollate, che violano le disposizioni della Cassazione sui minimi spazi e i diritti umani stabiliti dalla Convenzione europea.
L’avvocato Caforio ha spiegato come la situazione sia sempre più drammatica, con molti detenuti in più rispetto alla capacità delle carceri umbre, e la carenza di personale che aggrava il tutto. La possibilità che il caldo intensifichi ulteriormente le sofferenze dei detenuti malati, fino a portare a rischi di morte, è concreta. Questo scenario si aggiunge alla preoccupante difficoltà di garantire una assistenza sanitaria adeguata, in particolare per chi soffre di patologie gravi, come quelle cardiologiche e oncologiche.
La richiesta di intervento urgente e la carenza di risorse
Nonostante gli appelli e le sollecitazioni, la situazione non sembra destinata a migliorare rapidamente. Caforio ha ricordato come la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, si fosse rivolta al ministro della Giustizia Carlo Nordio, chiedendo interventi per il sovraffollamento. Tuttavia, l’intervento richiesto non è ancora stato adottato, e le carceri continuano a vivere una realtà insostenibile, con un evidente rischio di collasso.
Anche il personale della polizia penitenziaria sta vivendo una situazione difficile, lavorando in condizioni estreme per tamponare le carenze e gestire il sovraffollamento. Caforio ha evidenziato lo stress a cui sono sottoposti gli agenti di polizia penitenziaria, che devono far fronte a un carico di lavoro insostenibile.
Il caso del Provveditorato Umbria-Marche e i tempi lunghi della burocrazia
Un altro aspetto critico è rappresentato dall’istituzione del Provveditorato Umbria-Marche, che avrebbe dovuto portare miglioramenti significativi nel sistema penitenziario regionale. Nonostante l’annuncio della sua pubblicazione in Gazzetta ufficiale a fine dicembre, la sua attivazione non è ancora avvenuta, con tempi lunghi che, secondo Caforio, sono dannosi per un sistema che necessita di risposte immediate.
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