Corruzione negli appalti a Siena: coinvolte due imprese di Città della Pieve

Indagine della Procura di Siena su corruzione negli appalti: cinque indagati, tra cui una funzionaria e imprenditori, misure cautelari e sospensioni per affidamenti da 417.000 euro.

La Procura della Repubblica di Siena ha avviato un’indagine che coinvolge cinque persone con l’accusa di corruzione aggravata in relazione ad appalti pubblici assegnati dalla Provincia di Siena. Le indagini, condotte dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza, si concentrano su presunti episodi illeciti relativi a lavori di manutenzione stradale nel territorio senese. Fra le imprese coinvolte ce ne sono due con sede  Città della Pieve.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, l’inchiesta ha preso forma attraverso attività investigative complesse, tra cui perquisizioni, esami documentali e intercettazioni. È stato ipotizzato un sistema corruttivo basato su nove affidamenti diretti del valore complessivo di circa 417.000 euro, per i quali quattro imprenditori di Siena, Perugia e Viterbo avrebbero versato contanti per almeno 6.000 euro a una dipendente pubblica.

La funzionaria, attualmente indagata, non solo avrebbe ricevuto somme in cambio degli affidamenti, ma avrebbe anche violato il segreto d’ufficio. In particolare, nel suo ruolo di membro di una commissione giudicatrice, avrebbe comunicato anticipazioni riservate su domande e contenuti di prove concorsuali relative a un bando emesso dalla Provincia di Siena.

Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Siena, dopo aver esaminato le richieste del Pubblico Ministero, ha emesso una serie di misure cautelari. Nei confronti della pubblica ufficiale è stato disposto:

  • Obbligo di dimora nel comune di residenza;

  • Sospensione dall’attività pubblica per un anno e sei mesi;

  • Sequestro preventivo finalizzato alla confisca della somma equivalente al prezzo della corruzione.

Le irregolarità contestate riguardano appalti del 2024 e del 2025, e le autorità giudiziarie stanno ora valutando ulteriori responsabilità e possibili sviluppi investigativi, in un’inchiesta che mette in luce un meccanismo articolato di scambio illecito tra pubblico e privato. Come misura cautelare, ai titolari è stato imposto il divieto di esercitare l’attività di manutenzione stradale per un periodo di 18 mesi.

Redazione

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