Laura Santi, giornalista umbra e attivista per il diritto alla libertà di scelta sul fine vita, ha lanciato un accorato appello alle istituzioni locali attraverso i suoi canali social, denunciando l’improvvisa esclusione dal programma Home Care Premium (HCP), misura che fino a oggi le ha garantito la sopravvivenza quotidiana.
Affetta da una gravissima patologia cronica che richiede assistenza costante, Santi ha spiegato che il nuovo regolamento INPS, in vigore da quest’anno, ha introdotto criteri molto più stringenti per l’accesso al bando. Potranno beneficiarne solo i familiari di pensionati pubblici che siano anche iscritti al fondo credito dell’INPS, requisito che lei – come molti altri – non possiede.
«Io sono figlia di pensionati pubblici, ma non iscritti al fondo credito. E così come me, centinaia di persone verranno escluse», ha scritto. Soltanto nel territorio di Perugia, secondo quanto riporta, gli utenti sostenuti dal bando sono circa 500, mentre a livello nazionale si stimano oltre 35 mila beneficiari. Una platea ampia che ora rischia un improvviso taglio del sostegno.
“Lo Stato, che per due anni e mezzo ha voluto che io vivessi a ogni costo, ora mi dice che non posso più vivere”, afferma con forza la giornalista, che da tempo porta avanti una battaglia legale per il diritto all’eutanasia. Oggi, però, il suo diritto alla vita è messo in discussione, non per motivi medici, ma per una scelta amministrativa.
«Io ce la metto tutta per vivere, ma ho bisogno di assistenza continuativa. Fino a oggi, grazie al contributo dell’HCP, potevo contare su una badante e accedere alle terapie riabilitative necessarie. Ora, senza quel sostegno, la mia sopravvivenza è a rischio», ha spiegato.
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