L’Autorità regionale per i rifiuti e l’idrico (Auri) ha recentemente rinviato l’approvazione del piano flussi definitivo per il 2025. La decisione è stata presa alla luce di un anomala crescita nel conferimento di rifiuti speciali, in particolare da fuori regione, registrata nelle discariche di Belladanza e Le Crete. Per il momento è stato approvato un piano provvisorio, con l’impegno di definire il documento finale entro maggio 2025.
Spaccatura tra i Comuni
La delibera del piano provvisorio ha visto una divisione politica tra i sindaci coinvolti. Hanno votato a favore cinque amministrazioni, tra cui Perugia, Spoleto e Marsciano, mentre si sono opposti Orvieto e alcuni rappresentanti di Terni, che si sono astenuti o non hanno partecipato. Questa situazione ricorda lo scontro politico emerso in precedenza sul termovalorizzatore, evidenziando una frattura tra schieramenti di centrodestra e centrosinistra.
Un piano condizionato da nuove sfide
Il piano flussi, predisposto annualmente da Auri dal 2018, stabilisce le quantità massime di rifiuti che possono essere conferiti nei diversi impianti di smaltimento. La gestione 2025 si prospetta più complessa: l’Osservatorio rifiuti ha segnalato un aumento significativo dei rifiuti smaltiti nel terzo trimestre del 2024 rispetto ai semestri precedenti, con un incremento marcato dei rifiuti speciali extra-regionali.
Auri ha definito l’evento “eccezionale” e inviato richieste di chiarimento ai gestori delle discariche. Le difficoltà sono state amplificate dall’introduzione di una nuova classificazione dei rifiuti introdotta dal Piano regionale aggiornato alla fine del 2023, che distingue tra rifiuti urbani, loro derivati, e rifiuti speciali. Questa tassonomia ha creato dubbi interpretativi e disallineamenti nella programmazione dei flussi.
Capienza e previsioni per il 2025
Secondo i dati preliminari, Auri ha ripartito le 180 mila tonnellate di rifiuti previste per il 2025 tra Belladanza (62 mila tonnellate), Borgogiglione (65 mila) e Le Crete (53 mila). Tuttavia, i gestori avevano segnalato una capacità totale di smaltimento di quasi 280 mila tonnellate, un dislivello che sottolinea la necessità di chiarimenti tra le parti. Al termine del 2025, si stima che la capienza residua complessiva delle tre discariche sarà di circa 1,9 milioni di metri cubi.
Obiettivi e priorità
Auri punta a risolvere i problemi di coerenza con la nuova tassonomia e ad affrontare temi cruciali come l’utilizzo del “sottovaglio stabilizzato” per le coperture giornaliere dei rifiuti. Inoltre, è essenziale definire in modo chiaro i quantitativi conferibili e trattabili nei diversi impianti. Per questo, l’ente ha richiesto un confronto urgente con Regione e Arpa, con l’obiettivo di raggiungere un accordo operativo e trasparente.
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