Estradizione in Albania confermata per Davide Pecorelli: ricorso respinto dalla Cassazione

La Corte di Cassazione respinge il ricorso contro la sentenza della Corte d'Appello di Perugia sull'estradizione dell'imprenditore verso l'Albania

La Sesta sezione penale della Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla difesa di Davide Pecorelli, noto come il Naufrago di Montecristo, confermando la decisione della Corte d’Appello di Perugia di estradarlo verso la Repubblica di Albania. L’imprenditore è accusato dal Tribunale di Puke di reati come truffa, simulazione di reato, profanazione di tombe e incendio.

La difesa, rappresentata dagli avvocati Massimo Brazzi e Andrea Castori, aveva impugnato la decisione basandosi su due punti principali: la mancanza del principio di doppia incriminazione e il rischio di trattamenti inumani nelle carceri albanesi.

I punti centrali del ricorso

Gli avvocati hanno contestato la validità delle accuse, sostenendo che alcuni reati contestati non avrebbero rilevanza penale in Italia. Ad esempio, il reato di truffa, legato al mancato pagamento di un’auto a noleggio, è stato considerato estinto poiché risarcito integralmente, con la parte lesa che ha dichiarato di non avere ulteriori pretese.

Un altro punto chiave riguarda l’accusa di profanazione di tombe, connessa al ritrovamento di ossa umane. La difesa ha spiegato che le ossa sarebbero state consegnate da un sacerdote locale e ha sottolineato la mancanza di prove concrete per configurare il reato. In base alla legge italiana, il possesso non autorizzato di resti umani comporta una sanzione amministrativa, non una pena detentiva.

Condizioni carcerarie e violazione dei diritti umani

La difesa ha anche evidenziato le criticità delle carceri albanesi, citando precedenti rapporti del Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura e sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu). Sono state segnalate problematiche come sovraffollamento, degrado strutturale, assenza di riscaldamento e cure mediche insufficienti. Secondo la difesa, Pecorelli rischierebbe di subire condizioni inumane o degradanti, soprattutto considerando casi di detenuti con problemi di salute mentale già oggetto di condanne da parte della Cedu.

La decisione della pubblica accusa e della Cassazione

La pubblica accusa ha invece ribadito la correttezza della decisione della Corte d’Appello, affermando che sussistono tutti i presupposti giuridici per l’estradizione. La Corte di Cassazione, con il suo pronunciamento definitivo, ha respinto il ricorso e confermato il trasferimento di Pecorelli in Albania.

Redazione

Seguici su

Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
1 Comment

Articoli correlati

Il procedimento per la morte del giovane di Fabriano, ucciso il 18 ottobre a Perugia,...
Il gup Giorgio Margheri ha assolto l’uomo alla guida del furgone che nel marzo 2024...
Il colonnello Ivan Riccio assume la guida dell’Arma provinciale e indica prevenzione, contrasto ai reati...

Altre notizie