Violenza di genere: 1200 reati denunciati in un anno a Perugia

Aumentano i casi di violenza di genere gestiti dalla Corte d'appello di Perugia: oltre 1.200 reati denunciati in un anno, con un incremento significativo rispetto al periodo precedente

La Corte d’appello di Perugia, che copre l’intero territorio umbro, registra un dato allarmante sui reati legati al “codice rosso”, ovvero i delitti connessi alla violenza di genere. Tra luglio 2023 e giugno 2024, sono stati oltre 1.200 i casi segnalati, un aumento significativo rispetto ai 743 dello stesso periodo dell’anno precedente. Tra questi, emergono 496 casi di maltrattamenti in famiglia, 297 reati contro la libertà sessuale e 417 episodi di stalking, evidenziando la necessità di interventi incisivi per contrastare il fenomeno.

Monitoraggio e strategie di intervento

La Procura generale, sotto la guida del procuratore Sergio Sottani, ha adottato un sistema di monitoraggio costante delle sentenze emesse nei tribunali del distretto per i reati da codice rosso, con aggiornamenti trimestrali. Questo strumento consente una valutazione puntuale delle buone prassi e della rapidità nel gestire procedimenti legati a violenze psicologiche, fisiche e sessuali, la maggior parte delle quali avviene in ambito familiare e spesso in presenza di minori.

In collaborazione con le quattro Procure umbre, sono stati attivati incontri mensili per analizzare i progressi delle attività giudiziarie. Le Procure trasmettono periodicamente i dati relativi al rispetto dei termini di legge per l’adozione di misure cautelari e l’audizione delle vittime, informazioni che vengono poi elaborate in relazioni semestrali inviate alla Procura generale della Cassazione.

Protocolli e iniziative per la prevenzione

Tra le misure adottate, spiccano diversi protocolli d’intesa finalizzati a contrastare la violenza di genere. Tra questi figurano:

  • Il protocollo sulla comunicazione e trasmissione di atti relativi alla violenza di genere e ai reati contro i minori.
  • La costituzione di una rete interistituzionale antiviolenza per favorire la collaborazione tra enti e associazioni.
  • Il protocollo “Libere di essere”, dedicato alla protezione delle vittime e alla sensibilizzazione sul tema.

Inoltre, già nel 2022, è stato istituito l’Osservatorio sul linguaggio dei provvedimenti giudiziari, volto a promuovere l’uso di un lessico privo di pregiudizi sessisti e rispettoso delle vittime. Questo approccio punta a garantire che il linguaggio giuridico sia adeguato alla materia trattata, evitando formulazioni moralistiche o discriminatorie.

Un impegno condiviso per arginare il fenomeno

Alla luce del crescente numero di reati legati alla violenza di genere, la Procura generale ribadisce la necessità di un’azione tempestiva e coordinata. Le modifiche normative introdotte di recente forniscono indicazioni più precise per l’interpretazione delle leggi, assicurando un approccio uniforme nei procedimenti.

L’attenzione verso questo tema si riflette anche nell’organizzazione di incontri regolari tra gli uffici competenti, durante i quali vengono discussi i dati raccolti e valutate eventuali criticità. Questo lavoro congiunto punta a rafforzare la tutela delle vittime e a garantire che le denunce siano gestite in tempi rapidi e nel rispetto delle normative vigenti.

Redazione

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