La raccolta differenziata in Umbria ha raggiunto il 69,1% nel secondo trimestre del 2024, segnando il miglior risultato di sempre per la regione. Secondo i dati pubblicati da Arpa Umbria ed analizzati da Umbria 24, questa crescita è il frutto di un impegno su scala regionale, anche se permangono differenze significative tra le varie aree.
Zone e città virtuose
Tre delle quattro macroaree umbre superano la media regionale. Il comprensorio di Terni si conferma il più virtuoso, con una quota del 75,2%, seguito dal Perugino-Trasimeno al 70,9% e dall’Alto Tevere-Eugubino al 69,8%. A livello comunale, le città di Perugia e Terni mantengono prestazioni superiori alla media dei rispettivi ambiti, con Perugia al 71,3% e Terni al 77,5% (in aumento rispetto ai mesi precedenti).
Comune per comune: le migliori percentuali
Nelle cittadine di provincia, i dati più alti si registrano a Narni (77,1%), Amelia (75,5%), Todi (76%) e Bastia Umbra (74,4%). Nei centri minori, spiccano Calvi dell’Umbria con un incredibile 89,1%, seguita da Otricoli (84,7%), Montefranco (82%) e Arrone (81,2%).
Zone in difficoltà
L’area di Foligno-Spoleto-Valnerina si conferma fanalino di coda, con una raccolta differenziata al 57,9%. Alcuni comuni restano particolarmente indietro, come Cascia al 27,9%, Cerreto di Spoleto al 37% e Vallo di Nera al 15,4%, evidenziando la necessità di interventi per aumentare la sensibilizzazione e le infrastrutture dedicate.
Analisi e prospettive
Il report di Arpa Umbria mostra una tendenza positiva nel miglioramento delle pratiche di raccolta differenziata, con l’obiettivo di raggiungere una gestione più sostenibile e uniforme. Tuttavia, la disparità tra i comuni indica un percorso ancora da completare per un approccio omogeneo a livello regionale.
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