Nel corso dei primi tre trimestri del 2023, l’Umbria ha registrato un incremento dello 0,8% nel numero di donne impiegate, superando la soglia dei 15 anni di età, per un totale di 159.000 occupate. Questo aumento si distingue in un contesto dove, nell’ambito del Centro Italia, solo l’Umbria e il Lazio mostrano una tendenza positiva, con quest’ultimo che segna un +1,7%. Al contrario, regioni come le Marche e la Toscana hanno sperimentato un decremento, calando rispettivamente di -0,5% e -0,7%.. Lo dice l’Istat.
Analizzando i dati del 2022, si nota come in Umbria l’incremento del tasso di occupazione maschile abbia superato quello femminile, con un +0,4% contro un +0,3% rispetto al 2019, l’anno che precede l’impatto della pandemia. Questo scenario si traduce in una percentuale di uomini occupati del 71,8% rispetto al 58,1% delle donne, un gap che rispecchia una discrepanza rispetto alla media nazionale, dove si registra un 69,2% di occupazione maschile e un 51,1% femminile.
Interessanti progressi sono stati osservati nel campo delle libere professioni, dove la presenza femminile è cresciuta notevolmente, passando dal 30% nel 2007 al 44% nel 2022. Il dinamismo dell’occupazione femminile si è dimostrato particolarmente evidente tra le under 40, con le donne che rappresentano il 54% delle professioniste rispetto al 46% degli uomini, evidenziando una tendenza al sorpasso anche al di fuori della fascia d’età citata. Un esempio lampante di questa tendenza si registra nel settore legale umbro, dove le donne avvocato superano numericamente i loro colleghi maschi, rappresentando il 52,2% del totale.
A livello nazionale, il numero di donne occupate ha toccato i 10 milioni, sebbene permanga una significativa disparità tra il nord-centro e il sud del Paese. Negli ultimi dieci anni, la percentuale di donne sul totale degli occupati è cresciuta dal 39,4% al 42,2%, un dato che tuttavia si confronta con una media europea del 46,3%. Nei primi nove mesi del 2023, l’occupazione femminile in Italia ha visto un incremento del 2,4% rispetto all’anno precedente, con le regioni del centro-nord che mostrano un tasso di occupazione femminile sistematicamente superiore alla media nazionale, culminando con il Trentino Alto Adige che si attesta al 66,2%.
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