Il Consiglio regionale dell’Umbria ha approvato all’unanimità una mozione per favorire la stabilizzazione dei lavoratori precari impegnati nella ricostruzione dei territori colpiti dal terremoto del 2016. Il documento, presentato a Palazzo Cesaroni dai consiglieri del Partito Democratico Francesco Filipponi, Maria Grazia Proietti e Stefano Lisci, impegna la Giunta regionale a intervenire presso Governo e Parlamento per ottenere la proroga delle disposizioni normative necessarie a completare i percorsi di assunzione a tempo indeterminato. L’obiettivo è garantire la continuità amministrativa negli enti locali del cratere sismico, dove numerosi dipendenti a termine svolgono ancora attività fondamentali per portare avanti gli interventi di ricostruzione.
La proposta ha raccolto il sostegno sia della maggioranza sia dell’opposizione, con un confronto che ha evidenziato la condivisione dell’obiettivo occupazionale, pur con valutazioni differenti sulle iniziative già avviate a livello nazionale.
Al centro della discussione c’è il futuro del personale assunto negli anni successivi al terremoto, che ha acquisito competenze specifiche nella gestione delle procedure amministrative, tecniche e progettuali legate alla ricostruzione. Se n’era parlato nelle scorse settimane in un incontro della Cisl Fp Umbria a Cascia, presenti entrambe le parti politiche.
Le richieste al Governo per prorogare le norme sulle assunzioni
La mozione punta a ottenere un intervento legislativo che consenta agli enti coinvolti nella ricostruzione di mantenere il personale necessario e completare le procedure di stabilizzazione.
In particolare, il documento richiama l’articolo 3 del decreto-legge 44 del 22 aprile 2023 e l’articolo 57 del decreto-legge 104 del 14 agosto 2020, due riferimenti normativi utilizzati per la gestione e il reclutamento delle risorse umane impegnate nelle attività successive al sisma.
La richiesta è di prorogarne gli effetti, evitando che la scadenza delle disposizioni possa compromettere i percorsi occupazionali già avviati.
Il primo firmatario, Francesco Filipponi, ha spiegato che l’iniziativa riguarda soprattutto i dipendenti che lavorano da anni negli uffici comunali della ricostruzione e nelle altre strutture amministrative del cratere.
«La ricostruzione dei territori colpiti dal sisma del 2016 non può prescindere dalla valorizzazione delle persone che, in questi anni, hanno messo competenze, professionalità e dedizione al servizio delle comunità».
Secondo Filipponi, la permanenza di queste figure è indispensabile per assicurare il completamento degli interventi ancora in corso, evitando di disperdere il patrimonio di conoscenze maturato negli uffici pubblici.
La stabilizzazione viene quindi considerata non soltanto una misura a tutela dei lavoratori, ma anche uno strumento per preservare l’efficienza delle amministrazioni locali.
Stefania Proietti: già stabilizzati 19 lavoratori, previste altre assunzioni
Nel corso del dibattito, la presidente della Regione Stefania Proietti ha confermato la disponibilità della Giunta a sostenere la richiesta nei confronti delle istituzioni nazionali.
«La giunta accoglie con favore l’invito a farsi parte attiva nei confronti del Governo e del Parlamento. Sarà nostra cura sollecitare la proroga delle disposizioni normative affinché vengano garantite le proroghe e le risorse necessarie a completare tutti i percorsi di stabilizzazione».
La presidente ha inoltre illustrato i risultati già raggiunti dalla Regione nel processo di consolidamento del personale impiegato nell’Ufficio speciale ricostruzione (Usr).
Nel 2024, durante la precedente amministrazione regionale, erano state assunte cinque unità di personale, successivamente distaccate presso l’Usr, utilizzando gli strumenti previsti dal decreto-legge 104 del 2020.
Nel maggio dello stesso anno era stata approvata la disciplina per il reclutamento speciale prevista dal decreto-legge 44 del 2023, che aveva consentito la stabilizzazione di ulteriori 14 dipendenti.
A questi interventi si è aggiunta, dal 1° gennaio 2026, l’assunzione a tempo indeterminato di un funzionario tecnico.
Il percorso occupazionale proseguirà anche attraverso la programmazione contenuta nel Piao 2026-2028, che individua ulteriori figure in possesso, o prossime al raggiungimento, del requisito dei 36 mesi di servizio.
Tra i profili indicati figurano cinque funzionari tecnici, due istruttori tecnici e un dirigente.
La proposta di proroga fino al 2029 avanzata dal commissario Castelli
Durante la discussione è emersa anche l’iniziativa del commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, finalizzata a prolungare la permanenza del personale dell’Usr.
A richiamarla è stata l’ex presidente della Regione Donatella Tesei, esponente della Lega, che ha annunciato il sostegno alla mozione sottolineando però l’esistenza di un percorso già avviato.
«Al momento esiste una iniziativa portata avanti dal commissario Castelli che prevede la proroga per 3 anni del personale dell’Usr. Quindi fino al 2029, ed è al vaglio del Governo».
Tesei ha osservato che il riferimento alla proroga triennale non compare esplicitamente nel documento approvato dall’Assemblea legislativa.
La proposta del commissario, secondo quanto riferito durante il confronto, è attualmente sottoposta alla valutazione del Governo e punta a garantire un ulteriore periodo di continuità lavorativa al personale coinvolto.
La distinzione tra proroga dei contratti e stabilizzazione definitiva resta uno degli aspetti centrali della questione: la prima consentirebbe di proseguire temporaneamente le attività, mentre la seconda assicurerebbe un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
Il centrodestra vota a favore e rivendica gli interventi sulla ricostruzione
Il sostegno alla mozione è arrivato anche dai rappresentanti del centrodestra, che hanno richiamato il lavoro svolto durante la precedente legislatura.
Enrico Melasecche, consigliere della Lega, ha confermato il voto favorevole alla stabilizzazione, ricordando il potenziamento dell’Ufficio speciale ricostruzione e gli interventi realizzati nelle aree terremotate.
«Voteremo a favore perché siamo ampiamente favorevoli al consolidamento di questi rapporti di lavoro. Il commissario Castelli ha già dato le sue rassicurazioni».
Melasecche ha inoltre richiamato l’attività svolta per rafforzare le strutture amministrative e tecniche, citando gli ospedali di Cascia e Norcia e gli interventi relativi a Spoleto e Santo Chiodo.
Anche Laura Pernazza, consigliera di Forza Italia, ha espresso il sostegno del proprio gruppo, sottolineando il ruolo delle istituzioni nazionali ed europee nel finanziamento della ricostruzione.
Pernazza ha ricordato l’impegno europeo e quello del Governo, ribadendo la necessità di sostenere tutte le iniziative utili agli enti locali del cratere.
«Non possiamo che sostenere tutto ciò che aiuta i comuni del cratere».
Personale specializzato indispensabile per completare la ricostruzione
La questione occupazionale riguarda direttamente la capacità delle amministrazioni di portare a termine gli interventi programmati nei territori terremotati.
Dopo il sisma del 2016, numerosi enti locali hanno fatto ricorso a contratti a tempo determinato per rafforzare gli uffici incaricati di seguire le pratiche relative alla ricostruzione pubblica e privata.
Nel corso degli anni, il personale impiegato ha sviluppato conoscenze specialistiche in materia di procedure amministrative, progettazione, gestione delle risorse e attuazione degli interventi.
La perdita di queste professionalità potrebbe rendere più complessa la gestione delle attività ancora da completare, soprattutto nei comuni che continuano a sostenere un carico amministrativo legato alle conseguenze del terremoto.
Per questo motivo, la mozione collega la tutela dell’occupazione alla continuità della ricostruzione materiale, economica e sociale delle comunità interessate.
Con il voto unanime di Palazzo Cesaroni, la Giunta regionale riceve ora un mandato politico per sollecitare Governo e Parlamento a intervenire sulle scadenze normative e sulle risorse necessarie.
Resta da definire a livello nazionale il quadro legislativo che consentirà di completare le stabilizzazioni e dare continuità al lavoro degli uffici comunali e dell’Ufficio speciale ricostruzione, mentre è già all’esame del Governo la proposta di proroga triennale fino al 2029 richiamata durante il dibattito.
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