La Uil e la Uil Scuola Umbria lanciano l’allarme sui tagli agli organici scolastici previsti dalla Finanziaria 2027. Secondo le stime del sindacato, nella regione sarebbero a rischio circa 108 posti di lavoro nel prossimo anno scolastico, mentre l’effetto cumulato delle ultime manovre potrebbe portare a una riduzione di circa 230 posti nel triennio 2025-2028.
La protesta assume un rilievo particolare per le aree interne e i piccoli comuni, dove la scuola rappresenta spesso uno dei principali presidi pubblici e un punto di riferimento per la coesione sociale.
Quasi 7mila posti in meno a livello nazionale
A livello nazionale, il disegno di legge di Bilancio 2027 prevede una riduzione strutturale di 4.925 posti per i docenti e 2.049 per il personale ATA, per un totale di quasi 7mila unità.
Secondo la Uil Scuola Umbria, questi numeri si aggiungono ai tagli già programmati nelle precedenti manovre.
Dal 2025/26 sono infatti previste 5.660 cattedre in meno, mentre dal 2026/27 la riduzione riguarda anche 2.174 posti di personale amministrativo, tecnico e ausiliario.
Il saldo complessivo nazionale indicato dal sindacato arriva così a 14.808 posti persi nell’arco di tre anni.
L’impatto sull’Umbria
Per il territorio umbro, la stima relativa all’anno scolastico 2026/27 indica una riduzione di circa 108 posti complessivi.
Nel dettaglio, sarebbero 76 le cattedre docenti destinate a diminuire, mentre il personale ATA potrebbe perdere 32 unità.
Considerando l’effetto cumulato delle ultime misure, nel periodo 2025-2028 l’Umbria rischierebbe di perdere circa 230 posti, di cui 164 tra i docenti e 66 nel personale ATA.
La protesta nelle aree interne
Per affrontare la situazione, la Uil e la Uil Scuola Umbria hanno annunciato un ciclo di assemblee sindacali nelle aree interne della regione.
L’iniziativa sarà accompagnata dallo slogan “La comunità (r)esiste se la scuola vive” e punta a portare il confronto direttamente negli istituti e nei territori interessati.
L’obiettivo è raccogliere le segnalazioni del personale scolastico, analizzare le difficoltà dei plessi periferici e formulare proposte sulle esigenze delle comunità locali.
«La denatalità non sia una giustificazione per tagliare»
La segretaria regionale della Uil Scuola Umbria Loretta D’Aprile contesta l’idea di utilizzare il calo demografico esclusivamente per ridurre gli organici.
Secondo il sindacato, la diminuzione del numero degli studenti potrebbe invece rappresentare un’occasione per ridurre il numero di alunni per classe, aumentare il tempo scuola, migliorare la didattica e rafforzare l’inclusione.
La Uil Scuola chiede quindi che le trasformazioni demografiche vengano affrontate attraverso un investimento sulla qualità dei servizi e non soltanto attraverso una riduzione delle risorse.
Il ruolo della scuola contro lo spopolamento
Il segretario generale della Uil Umbria Maurizio Molinari collega la questione degli organici scolastici al più ampio problema dello spopolamento delle aree interne.
Secondo il sindacato, territori già interessati dalla riduzione dei servizi sanitari e dei collegamenti rischierebbero di perdere ulteriori elementi di attrattività se venissero indeboliti anche i presidi scolastici.
Particolare attenzione viene rivolta al personale ATA, considerato fondamentale per la vigilanza e la gestione quotidiana degli istituti, soprattutto nelle realtà caratterizzate da più plessi distribuiti su territori complessi.
La richiesta al Governo
La Uil e la Uil Scuola Umbria sostengono inoltre l’iniziativa dei vertici nazionali delle organizzazioni sindacali, che hanno chiesto un confronto con il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
Tra le richieste figurano l’eliminazione dei tagli agli organici, nuove risorse strutturali per valorizzare il personale scolastico e l’estensione della detassazione degli aumenti contrattuali all’intero pubblico impiego.
L’obiettivo dichiarato è contrastare anche la perdita di potere d’acquisto degli stipendi legata all’inflazione.
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