Perugia, arrestato di nuovo il 19enne coinvolto nel caso Cumani

Il giovane era già imputato nel procedimento per l’omicidio di Hekuran Cumani: il tribunale dispone gli arresti domiciliari dopo la lite a San Sisto

Mohamed Abid, 19enne di Perugia conosciuto come “Simo”, è stato arrestato nuovamente dai carabinieri della compagnia di Perugia con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e false dichiarazioni sulla propria identità. Il giovane era già coinvolto nel procedimento giudiziario legato all’omicidio di Hekuran Cumani, il 23enne di Fabriano ucciso nell’ottobre scorso nel parcheggio della facoltà di Matematica di via Pascoli a Perugia.

Il giudice del tribunale di Perugia Nicolò Granocchia ha convalidato l’arresto e disposto per Abid la misura degli arresti domiciliari.

La lite davanti a un locale di San Sisto

L’intervento dei carabinieri è scattato intorno alle 7.30 di domenica mattina all’esterno di un locale notturno nella zona del Triangolo a San Sisto.

Secondo quanto ricostruito, i militari sono intervenuti per una violenta discussione tra Abid e l’ex fidanzata. Durante il controllo, il giovane avrebbe tentato di sottrarsi all’intervento degli operatori, aggrappandosi con forza alla portiera del mezzo di servizio.

La situazione sarebbe poi proseguita in caserma, dove il 19enne avrebbe rivolto frasi offensive ai carabinieri e avrebbe colpito con un calcio la porta di un ufficio, tentando anche di raggiungere uno degli operanti.

Contestata anche la falsa identità

Nel corso delle procedure di identificazione sarebbe emerso un ulteriore elemento contestato dagli investigatori. Secondo l’accusa, Abid avrebbe mostrato la fotografia di un documento con una data di nascita modificata, nel tentativo di rendere più difficoltoso il riconoscimento della propria identità.

Per questi fatti sono scattate le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e false dichiarazioni sulla propria identità.

Il riferimento ai precedenti e al caso Cumani

Nella decisione sulla misura cautelare, il tribunale ha evidenziato la situazione giudiziaria del giovane. Secondo quanto riportato, la “pericolosità del soggetto” sarebbe collegata non soltanto alla condotta contestata nell’ultimo episodio, ma anche ai “plurimi precedenti penali e di polizia, anche recentissimi”.

Durante l’udienza Abid avrebbe inoltre riferito di avere procedimenti pendenti per minacce aggravate e porto abusivo di armi, gli stessi ambiti di contestazione collegati all’inchiesta sull’omicidio di Hekuran Cumani.

Il procedimento per l’omicidio di Hekuran Cumani

Nel procedimento relativo alla morte del 23enne di Fabriano, per cui è fissata l’udienza preliminare, Abid è accusato di aver avuto un ruolo nella fase precedente alla colluttazione.

Secondo la ricostruzione accusatoria, il giovane avrebbe prelevato un coltello dall’auto della fidanzata e minacciato alcuni componenti del gruppo della vittima, contribuendo all’avvio dello scontro culminato nella morte di Cumani.

L’accusa di omicidio volontario aggravato riguarda invece Yassin Hassen Amri.

Divieto di comunicazione con persone esterne alla famiglia

In relazione ai fatti precedenti, il giudice ha ritenuto presente un “pericolo concreto e attuale” di reiterazione. Per questo motivo è stata respinta la richiesta della difesa di una misura meno restrittiva. Oltre agli arresti domiciliari, per Abid è stato disposto il divieto di comunicare con persone diverse dai familiari conviventi.

 

Redazione

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