Carcere di Perugia, nuova denuncia: “Poco personale e troppi detenuti”

Dopo le visite di Ferragosto negli istituti di Perugia e Terni, il senatore del Pd Walter Verini richiama l'attenzione sulle condizioni dei detenuti e degli operatori: celle sovraffollate, organici insufficienti, caldo e problemi sanitari.

Il sovraffollamento nelle carceri umbre e la grave carenza di personale tornano al centro dell’attenzione dopo le visite effettuate a Ferragosto negli istituti penitenziari di Perugia e Terni dal senatore del Pd Walter Verini, segretario della Commissione Giustizia e capogruppo in Antimafia. Secondo i dati riferiti dal parlamentare, a Perugia erano presenti 483 detenuti a fronte di una capienza di 363 posti, mentre a Terni si contavano 581 detenuti rispetto ai 423 posti disponibili. Una situazione che Verini definisce particolarmente pesante e sulla quale chiede di mantenere alta l’attenzione istituzionale.

“Tra i molteplici fallimenti di questo Governo, la situazione delle carceri è certamente tra quelli più gravi”, sottolinea il senatore, che dopo le visite nei due istituti umbri traccia un quadro caratterizzato da numerose criticità.

Al centro della denuncia c’è innanzitutto il sovraffollamento degli istituti penitenziari, accompagnato dalla mancanza di personale e dalle difficoltà provocate dalle elevate temperature estive. “Sovraffollamento insopportabile, grave mancanza di personale, situazioni di 40/45 gradi da sopportare in spazi troppo piccoli per più persone. E in diversi casi mancanza d’acqua, acqua razionata in questa estate torrida”, afferma Verini.

Le difficoltà, secondo quanto evidenziato dal parlamentare, riguardano anche l’assistenza sanitaria e il funzionamento della giustizia di sorveglianza. “Poche – afferma Verini – le risposte ai tanti problemi sanitari che affliggono i detenuti. Pochi magistrati di sorveglianza per evadere le tante richieste. Situazioni di tensione che abbiamo toccato con mano”.

I numeri riportati per Perugia e Terni mostrano una presenza di detenuti nettamente superiore alla capienza indicata per entrambi gli istituti. “A Perugia – spiega – i detenuti a ferragosto erano 483 su una capienza di 363. A Terni 581 su una capienza di 423”.

Nel suo intervento Verini sottolinea anche il lavoro svolto da chi opera quotidianamente all’interno delle strutture. “E bisogna essere grati a chi dirige gli istituti, alle donne e agli uomini della polizia penitenziaria che lavorano in condizioni difficilissime”.

Il senatore richiama quindi il ruolo del Parlamento e la necessità di continuare l’attività di controllo sulle condizioni delle carceri, anche attraverso il sindacato ispettivo. “Confido ormai poco e niente nella sensibilità di questo governo e di questo ministro. Tuttavia è dovere dei parlamentari continuare a svolgere il loro ruolo di sindacato ispettivo anche nelle carceri, cercare di tenere accesa l’attenzione su vere e proprie polveriere umane”.

Nel ragionamento del parlamentare trova spazio anche il principio della funzione rieducativa della pena previsto dalla Costituzione. Verini richiama infatti l’articolo 27 della Costituzione, collegando il percorso di recupero dei detenuti anche al tema della sicurezza una volta terminata la pena.

“E cercare di far capire una volta di più che rispettare l’articolo 27 della Costituzione, che tra l’altro intende la pena come rieducazione, non è solo trattare da persone chi ha sbagliato e paga il suo debito, ma significa anche investire in sicurezza: chi esce da una pena rieducato, con un mestiere, un diploma in mano non torna quasi mai a delinquere”, afferma.

Verini ribadisce quindi la volontà di proseguire l’azione parlamentare sulle condizioni degli istituti penitenziari e richiama le proposte formulate per contrastare il sovraffollamento, aumentare il personale e rafforzare i percorsi di recupero.

“Continueremo a farlo, sapendo che la civiltà di un Paese si misura anche dalla situazione degli istituti di pena e che ci sono proposte concrete che abbiamo formulato da tempo per combattere sovraffollamento, aumentare personale, puntare su trattamenti di recupero e umanità”.

Nel suo intervento il parlamentare rivolge infine un augurio di buon lavoro ad Andrea Pensi, nuovo Garante dei detenuti in Umbria. “Cogliamo l’occasione per augurare buon lavoro ad Andrea Pensi, nuovo Garante dei detenuti in Umbria, che ha iniziato il suo mandato con impegno e volontà. È un fatto positivo: impegno e volontà sono parole chiave per affrontare situazioni difficilissime come quelle delle carceri, anche in Umbria”.

Redazione

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