Tre barriere anti-plastica installate sui fiumi Tevere, Aniene e Tronto hanno intercettato, tra la fine di ottobre 2025 e il 21 luglio 2026, oltre 40 metri cubi di rifiuti a prevalente componente plastica. Le infrastrutture, entrate progressivamente in funzione tra il 31 ottobre e l’11 dicembre 2025 nel Lazio e nelle Marche, sono il fulcro operativo del progetto Plasticentro, promosso dall’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale con la collaborazione di Legambiente e finanziato nell’ambito della legge Salvamare per contrastare l’inquinamento da plastiche nei corsi d’acqua del distretto.
Secondo i formulari di identificazione dei rifiuti, con codice EER 15 01 02, il quantitativo complessivo conferito ammonta a 1.838 chilogrammi: 300 dalla barriera sul Tronto, 1.088 da quella sull’Aniene e 450 da quella sul Tevere. Il dato più consistente arriva dunque dal fiume Aniene, seguito dal Tevere e dal Tronto. Gli eventi di piena registrati tra gennaio e marzo 2026 hanno causato danneggiamenti temporanei alle strutture, poi rapidamente ripristinate: un banco di prova che ha permesso di testare il sistema in condizioni idrologiche complesse e di raccoglierne indicazioni utili per i futuri miglioramenti.
Le barriere agiscono a monte del problema, intercettando i rifiuti trasportati dai fiumi prima che raggiungano foci, coste e mare, dove il recupero risulta più difficile e costoso. Il progetto non si esaurisce nell’intervento infrastrutturale: sono previste anche campagne di raccolta volontaria, attività di monitoraggio scientifico e iniziative di sensibilizzazione nei territori di Lazio, Marche e Umbria. Tra la primavera 2025 e la primavera 2026 si sono svolte tre campagne di pulizia che hanno coinvolto circa 200 volontari — cittadini, associazioni, studenti e dipendenti aziendali — per una raccolta complessiva di circa 1,5 tonnellate di rifiuti, tra cui motorini, materassi, un frigorifero, un carretto ed elementi da costruzione.
Parallelamente, il progetto ha attivato monitoraggi di citizen science lungo le sponde fluviali e le aree di foce, secondo un protocollo sviluppato da Legambiente e ISPRA che cataloga i rifiuti sulla base della Joint List del Gruppo tecnico sul Marine Litter della Commissione europea. Le tre campagne condotte lungo Tevere e Tronto hanno portato alla catalogazione di 12.742 rifiuti complessivi — 4.288 nella primavera 2025, 2.301 nell’autunno 2025 e 6.153 nella primavera 2026 — con la plastica che si conferma il materiale predominante, pari all’85,7% del totale. I dati mostrano inoltre che quantità e incidenza della plastica crescono procedendo dall’entroterra verso la foce, confermando il ruolo delle aree costiere come punti di accumulo. Mozziconi di sigaretta, cotton fioc, frammenti di plastica e polistirolo, stoviglie monouso e contenitori per bevande risultano i rifiuti più diffusi.
In Umbria, il progetto ha interessato l’area di Ponte San Giovanni, a Perugia, dove i volontari del Circolo Legambiente Perugia e Valli del Tevere hanno realizzato tre monitoraggi stagionali, classificando 630 rifiuti, il 56% dei quali plastici.
Marco Casini, Segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale, ha dichiarato: “Le barriere installate sul Tevere, sull’Aniene e sul Tronto rappresentano il cuore operativo di Plasticentro e consentono di intervenire sui rifiuti prima che raggiungano il mare.”
Plasticentro proseguirà nei prossimi mesi con il consolidamento del sistema delle barriere, nuovi monitoraggi e ulteriori iniziative rivolte alle comunità locali, con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento marino nel distretto dell’Appennino centrale.
Seguici su
Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.